Gran finale con i Subsonica per i bresciani Onda d’Urto

Il gruppo torinese che ha cominciato la sua carriera con gli Africa Unite si racconta sulle note di «Terrestre»

Jarno Fiore

Giunge oggi alla conclusione la quattordiceesima edizione della kermesse di Radio Onda D'Urto di Brescia. Per due settimane l'emittente alternativa lombarda, da sempre impegnata nel sociale e nella cultura, si è prodigata nello schierare il meglio della scena rock italiana, emergente e non, all'interno di una manifestazione dedicata non soltanto alla musica (che spazia dallo ska al rock, passando per reggae e funk), ma alla cultura a 360 gradi, prevedendo infatti, oltre ai concerti, dibattiti culturali, proiezioni video, performance di danza, letture, conferenze.
Dopo l'esibizione degli Afterhours giovedì scorso sarà stasera la volta dei Subsonica, di scena sul palco centrale della nuova Area Feste di via Serenissima, alla periferia Est di Brescia, a catturare occhi e orecchie del pubblico sulle note dei pezzi del loro recente album, Terrestre, oltre che dei successi che hanno segnato la loro fortunata carriera.
I Subsonica nascono nel 1996 come cardine di quel periodo di fioritura, nella grigia Torino, di una rinnovata sensibilità culturale e musicale, che si fa strada serpeggiando tra le aree dismesse della metropoli industriale, portando una nuova luce.
Samuel (voce), Max Casacci (chitarra), Boosta (tastiere), Ninja (batteria), Bass-Vicio (basso) sono un quintetto in cui ogni elemento ha portato qualcosa in più oltre al talento musicale, qualcosa che unito a quello degli altri ha dato vita a una creatura dall'aura quasi magica, sicuramente da i suoni ipnotici.
Dalla complessità affascinante dei testi, nati dalla collaborazione di cantante e chitarrista (che ha cominciato la carriera con gli Africa Unite), all'eclettismo e alla elaborata commistione di suoni analogici ed elettronici, i Subsonica riescono a produrre un sound innovativo, non solo per l'epoca in cui la band nasce e inizia a «farsi sentire» dal vasto pubblico, ma anche oggi, nell'era in cui l'elettronica sta conquistando, o forse ha già conquistato, una larga fetta dell'universo musicale, sia in termini di produzione che di gradimento del pubblico.
Dall'uscita del primo cd per l'etichetta Mescal, intitolato Subsonica, nel lontano (ma non troppo) 1997, la carriera del gruppo ha visto un successo caratterizzato da tempi e ritmi vertiginosi, anche con l'aiuto di fortunate circostanze, prima in ordine di tempo l'opportunità di suonare, quello stesso anno, sul palco dell'MTV Day e l'immediato riconoscimento da parte della direzione di Londra come gruppo rivelazione della giornata.
Tra fortunate cover che rilanciano pezzi famosi e contatti con il mondo cinematografico e letterario (la band viene chiamata ad apparire nel film Tandem di Lucio Pellegrini ed è citata sia in diversi libri di giovani autori che in un romanzo di Carlo Lucarelli), il gruppo si gode il successo del secondo album Microchip emozionale, uscito nel '99 e premiato col disco d'oro l'anno successivo, quello del Festival di Sanremo, con Tutti i miei sbagli, che si rivela tutto tranne che uno sbaglio.
Il 2001 vede la nascita dei Motel Connection, progetto parallelo di Samuel di stampo house che, oltre a realizzare la colonna sonora del film Santa Maradona, affianca la band in un singolo di straordinario successo come Nuvole Rapide. Questa voglia di sperimentare, di recuperare, di mescolare suoni house, elettrici a suoni elettronici anni 60/70, procede parallela al percorso artistico del gruppo come filo conduttore.
Nel 2002 esce Amorematico, seguito da enorme successo live, in chart e nel mondo della critica e dal conseguente disco di platino.