Il granata non piace agli assistenti

Il granata non è il colore più gradito agli assistenti. Comunque si comportino va male al Torino, sia che ci prendano sia che sbaglino: pare un rito. Ieri i guardalinee Rossomando e Lanciano hanno giustamente fatto annullare le reti di Barone e Dzemaili, entrambi pescati oltre l’ultimo difensore del Bologna. Nulla da dire. Ma nel primo tempo Di Vaio non era stato fermato pur essendo al di là di tutti gli avversari. In passato è successo di peggio: cancellati due gol (Rubin al Cagliari, Franceschini alla Fiorentina) per presunte interferenze di compagni in fuorigioco; sottratti altri due, nelle partite contro Sampdoria e Udinese, per fuorigioco assolutamente inesistenti. Fate i conti e capirete perché il presidente Cairo non vuole sentire parlare di questi signori: al suo posto il napoletano De Laurentiis farebbe gli scongiuri con un cornetto. Ma ci sono errori ed errori, alcuni plausibili, diciamo umani, fisiologici: impossibile, per esempio, valutare un incrocio fra difensore e attaccante in occasione di passaggi che arrivano da oltre 25 metri. Altri sbagli no, non sono giustificabili. Vedi il gol convalidato a Maicon in Siena-Inter. O quello di Bianchi annullato a Udine. La macchina di Collina ha fatto strada, ma c’è ancora molto da lavorare sull’uniformità di arbitri e guardalinee (ma sì, riprendiamo a chiamarli con il loro nome) di fronte a episodi analoghi. A cominciare dai falli di mano per finire agli abbracci fin troppo affettuosi.