«Grand Hotel La Sapienza» I contestatori dormono qui

RomaL’offerta speciale Hotel La Sapienza è stata lanciata in rete: per chi arriva a Roma e vuole passare la notte tra oggi e domani e o tra sabato e domenica nella città eterna, ora città della protesta eterna, c’è posto a migliaia. Non è necessario affrettarsi. Gli spazi sono enormi: si okkupano le facoltà degli atenei. Chi ha il sacco a pelo si può buttare a terra. La Sapienza e Roma Tre hanno stanze grandi per accogliere i manifestanti stanchi. E nelle facoltà okkupate sono i collettivi a gestire la reception universitaria prima e dopo il corteo di oggi, ultima protesta (con sciopero universitario), contro la riforma della scuola e la legge 133.
Su Internet anzi il messaggio di un gruppo in arrivo da Cosenza diceva così: «Si avvisa che molti studenti rimarranno il 15 e il 16 novembre in occasione dell’Assemblea generale di tutti gli atenei convocata dalla Sapienza, che mette a disposizione tutta la facoltà per dormire la notte». Messaggio un po’ impreciso, nel senso che non è «la Sapienza come istituzione», chiarivano in serata dall’università romana, a ospitare i manifestanti. Ma sono semmai le singole facoltà, grazie all’intraprendenza degli studenti dei collettivi di sinistra e al silenzio assenso di alcuni presidi, a offrire i posti letto.
«Occuperemo anche i dipartimenti di Igiene e Geologia per far posto ai ragazzi che dormiranno nel weekend per l'assemblea nazionale», annunciava ieri sera Giorgio, uno dei leader della protesta alla Sapienza, scoprendo così chiaramente le strategie alberghiere per questi giorni.
In alcune riunioni tra studenti e personale delle università romane, sarebbe anzi circolato ieri un numero sui possibili «pernottamenti»: cinquemila. Divisi in diversi «alberghi»: le facoltà più ospitali sarebbero oltre alle due citate della Sapienza, Scienze della Formazione e Lettere a Roma Tre.
Ma qui è una studentessa di sinistra, Francesca Damiani, una delle più attive nei giorni di cortei anti-Gelmini, a smentire: «L’università chiuderà stasera alle 23.30. Scienze della formazione non è occupata».
Eppure studenti che stanno seguendo da vicino la pratica pernottamenti raccontano: «In alcuni casi ci sono prèsidi che, per evitare problemi di ordine pubblico, hanno deciso di chiudere un occhio e in facoltà dorme gente che viene da fuori».
Alla palazzina di Fisica della Sapienza era atteso per la notte appena trascorsa un gruppo di studenti da Napoli. Nel pomeriggio però il preside Giancarlo Ruocco spiegava al Giornale: «Non ho sentito di arrivi da fuori. Abbiamo un’occupazione in cui studenti di Fisica a turno mantengono un presidio e dormono in una delle aule. Sono in contatto continuo con gli occupanti e non mi risultano arrivi. Si tratta poi di un’occupazione particolare: alcuni studenti dormono lì, ma di giorno facciamo lezione. C’è un comportamento sempre molto corretto. I ragazzi si occupano delle pulizie. Domenica scorsa hanno mostrato alcuni esperimenti a un gruppo di bambini delle elementari che abbiamo invitato in università».
A parte gli arrivi studenteschi alla spicciolata di ieri, nel più grande ateneo italiano sarà il weekend il momento del tutto esaurito per i soggiorni notturni: si svolgeranno una serie di assemblee a cui parteciperanno Collettivi di altre città italiane.
Sono state rinviate invece alla Sapienza le elezioni delle rappresentanze studentesche, formalmente per una questione burocratica: hanno diritto al voto solo gli studenti che hanno pagato la prima rata, ma il termine di pagamenti è il 17 e dunque in questi giorni molti ragazzi sarebbero esclusi dal voto. Tutto rimandato al 25 e 26 novembre. Ed è chiaro che, all’interno della protesta sulla riforma, in questa università si giocherà anche una partita particolare per conquistare le preferenze degli studenti: lotta dura tra i barricadieri anti-Gelmini che offrono letti e i non-occupanti anti-baroni, come Azione universitaria, che anche ieri invitava a non manifestare oggi a Roma.