«Le grand rôle»: nel tritacarne finisce Spielberg

Finalmente un film francese esce col titolo originale anche in Italia. Ma in Le grand rôle (Una parte importante) di Steve Suissa non c'è altro d'originale. Se la regia è corretta, la recitazione è talora goliardica. E la parodia delle nevrosi di Steven Spielberg è troppo timida perché lo spettatore capisca che è lui il modello del regista americano interpretato da Peter Coyote. Suissa mescola una serie di generi: il film di malattia - la giovane e bella moglie del personaggio principale ha il cancro -, versione Love Story; il film su chi gira un film, l'ennesimo, perché al centro della storia c'è un attore francese che sogna di girare per Spielberg, arrivato a Parigi; infine il film di comunità, in questo caso ebraica. Tutto però è meccanico, ricalcato su noti archetipi: è come se Suissa dirigesse leggendo un libro di ricette. Bella, Bérénice Bejo resta quasi sempre a letto, ma da malata.
LE GRAND RÔLE di Steve Suissa (Francia, 2006), con Peter Coyote, Bérénice Bejo. 90 minuti