Il grande alchimista a Milano 2

Apre una nuova galleria con un’antologica dedicata a Mimmo Rotella, scomparso un anno fa

In collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella, la nuova Galleria d’Arte Emmedue, apre con una personale completa dedicata all’autore di spicco del «Nouveau Realisme», Movimento al quale è attualmente dedicata un’importante esposizione al Grand Palais di Parigi.
L’artista nato a Catanzaro nel 2005 e scomparso a Milano l’anno scorso è oggi considerato uno degli autori italiani più importanti internazionali.
Nella mostra dal titolo «Il grande alchimista» che durerà fino al 23 giugno (aperta dal martedì al sabato e domenica chiuso), raccoglie «décollages» degli anni ’50, per la maggior parte senza titolo, come era abitudine dell’autore, soggetti sempre degli anni Cinquanta tratti dal mondo del cinema con immagini e manifesti di Marilyn e della Loren fino agli esempi più eclatanti di Blank e Artypo. Non manca il ciclo dedicato alla Tauromachia dei manifesti spagnoli d’epoca ai décollage con sovrapittura. L’antologica si propone inoltre di cristallizzare gli elementi chiave di una cultura e di una società in perenne trasformazione, analizzando e intervenendo sugli elementi più trash della nostra quotidianità dai manifesti pubblicitari a ogni forma di comunicazione.
La mostra è accompagnata da un catalogo a colori che riporta fotografie di Rotella al lavoro, suoi scritti, testi critici e immagini dei suoi capolavori, nonché una biografia ricca di immagini di Mimmo Rotella in compagnia di importanti personaggi del mondo della cultuta, dell’imprenditoria e della politica.
Scriveva Rotella: «Quando ero bambino i miei compagni di scuola mi guardavano sorpresi perché ero sempre pensieroso e distratto. Disegnavo spesso ed ero concentrato su ciò che stavo facendo. Tempo fa ho riflettuto molto su tutto ciò. Ho pensato che quel fatto di meditazione e di concentrazione mi ha portato alla creatività. In genere l’intuizione arriva se si è «“puri di spirito”... un fenomeno quasi miracoloso. Si dice che Leonardo da Vinci dopo aver raggiunto la “super illuminazione” parlasse con Dio». Per poi aggiungere che un famoso filosofo cinese di cultura Zen diceva spesso che i pittori, i musicisti e i poeti sono come i funghi, solo uno su dieci è buono.
È stato Pierre Restany a inventare il neologismo «rotellizzare» e «rotellizzazione». Il critico francese più importante è stato il più lungimirante e il vero anticipatore dell’arte di Rotella che ha seguito con passione a partire dal 1958.
Il suo lavoro lo definiva «un processo perenne di modernità» basato su un formulario espressivo autoreferenziale. Il suo sguardo sensibile e attento coglieva immagini e segni che partivano dall’inconscio come diceva Lacan; un palinsesto dei messaggi delle informazioni che la cultura urbana si scambia in continuazione. Una scelta decisamente d’avanguardia definiva Restany e Martina Corniati che ha curato il catalogo, del tutto inusuale in Italia e prossima alle performances letterarie e di poesia fonetica di area tedesca, mitteleuropea che ricordano tanto il «rumorismo futurista» del quale Rotella aveva colto il valore quando in Italia del Futurismo compromesso con Mussolini non ne parlava nessuno.
Visuali, sogni, luci e linguaggi del Novecento con Mimmo Rotella hanno preso vita. Accanto a lui in particolare anche Burri con la densità della «materia pulsionale».
Il grande alchimista
Galleria d’Arte Emmedue, sito Residenza Botteghe 16, Milano 2. Aperta dal martedì al sabato