Grande distribuzione, Esselunga batte tutti

Dal bilancio riclassificato di R&S-Mediobanca emerge che la catena
di Bernardo Caprotti cresce, guadagna e crea lavoro. Più di Coop,
Carrefour, Auchan e Pam. Il mito dell’efficienza e la prudenza della
gestione tra i segreti del successo

Sarà perchè è stato il primo, negli anni Cinquanta, a importare in Italia il modello americano dei supermercati. Sarà perchè si è costruito un codice d’impresa ferreo e vincente. Sarà perchè decide da solo, essendo proprietario al 100%. Sarà perchè prima che ai dividendi pensa agli investimenti. Certo è che Bernardo Caprotti, classe 1925, non teme nessuna concorrenza, e che la sua Esselunga è un vero gioiello. Cresce, guadagna, crea occupazione ed è più efficiente di tutti i colossi della distribuzione presenti in Italia. Il confronto lo si desume dai bilanci 2005-2009, riclassificati da R&S, l’ufficio studi di Mediobanca, e che riguardano i primi cinque gruppi presenti nel nostro Paese: Esselunga, i francesi di Carrefour e di Auchan, Gecos-Pam (famiglia Bastianello) e le Coop. E da qualunque punto di vista si analizzino i dati, Esselunga è vincente.
Prendiamo, per esempio i ricavi complessivi: la Coop è la realtà più grande (anche se, a dire il vero, è un aggregato di 11 realtà autonome), con 11,9 miliardi, seguita da Carrefour, 6 miliardi, da Esselunga, 5,8, da Auchan, 5,2, e da Gecos, 2,4. Ma la spinta alla crescita non ha paragoni: negli ultimi 5 anni (2005-2009), Esselunga è cresciuta del 33%, le Coop del 13,3%, Auchan del 3,3%, Carrefour dello 0,8% e Gecos è calata del 7,2%; nel solo ultimo anno Esselunga ha incrementato i ricavi del 4,8%, la Coop dell’1,9%, gli altri tre hanno visto ridursi le vendite. Va osservato che soltanto Esselunga svolge esclusivamente attività al dettaglio: riclassificando i ricavi su questa sola voce, si ottiene che solo le Coop restano più grandi (10,5 miliardi), ed Esselunga passa al secondo posto. Se poi prendessimo come riferimento il fatturato della cooperativa più grande dell’aggregato (Coop Firenze), che ha 2 miliardi di ricavi, ecco che Esselunga emergerebbe al primo posto assoluto.
Il gruppo di Caprotti è l’unico ad aver aumentato sensibilmente il numero dei dipendenti (19.232, più 3,1%) anche nel 2009 (le Coop più 0,4%, gli altri li hanno ridotti). Ed Esselunga è anche la catena che ha più dipendenti ogni 1000 metri di superficie di vendita: 51, contro i 43 di Auchan, i 33 di Coop, i 27 di Carrefour e i 20 di Gecos. Più dipendenti significa miglior servizio, più ordine, più pulizia, più cura nel rifornimento degli scaffali. Altro emblematico indice di efficienza è il fatturato per metro quadrato: un metro quadrato di Esselunga produce 16mila euro; le Coop, che vengono al secondo posto, sono a 7 mila, meno della metà. Questo dato, nei 5 anni, per Esselunga è cresciuto del 18%, per tutti gli altri è calato in maniera evidente.
In termini economici, il valore aggiunto (ricavi meno acquisti e costi generali) di Esselunga è il più alto di tutti, 21,1% (Coop è seconda con 17%): significa che compra a meno. Solo in termini di oneri finanziari, che per Esselunga ammontano allo 0,6%, Coop è migliore: ha, al contrario, proventi dell’1,3%. Volendo ricercarne le motivazioni (si tratta di un business comunque molto liquido, in cui si incassa subito) si dovrebbe indagare anche sui finanziamenti dei soci-cooperatori. Indice importante è la percentuale del magazzino sul fatturato, che misura la capacità di far girare la merce: per Esselunga, con il 6%, è la più favorevole, Coop è al 7,6%. La rotazione di Esselunga è di 22 giorni, Carrefour 27, Coop 28.
Infine, gli utili netti: negli ultimi tre anni per Esselunga sono stati di 570, quando Carrefour (secondo colosso della distribuzione nel mondo con 86 miliardi di ricavi) in Italia ha perso 716 milioni (513 nell’ultimo anno). Ma Caprotti si è assegnato l’ultimo dividendo nel 2006. Tutto il resto nel salvadanaio.