La grande famiglia Pd: incarichi e «aiutini» alle segretarie dei big

Quella dei democratici? Una grande famiglia. Allargata ai fedelissimi dei big Pd, specie quando questi ricoprono incarichi istituzionali di rilievo. Perché è facile predicare bene contro gli sprechi della casta, se riguardano l’avversario politico. Ma poi, nella realtà, che fa, si nega un «aiutino» alla segretaria tanto fedele, al portavoce così affidabile? Con buona pace del cittadino-contribuente, che paga. Succede nella Liguria del governatore Claudio Burlando, che ha dato quasi 10mila euro di premio e un bell’aumento di stipendio alla sua portavoce. E capita pure in Lombardia, anzi a Milano, dove l’ex golden boy del partito ed ex braccio destro di Bersani, ora inguaiato, Filippo Penati, ha “sistemato” in Regione la sua fedele segretaria e assistente: lui, dal gruppo Pd e dalla vicepresidenza del Consiglio regionale, è andato via; lei, dalla vicepresidenza, invece no.
A sollevare il caso ligure, passato praticamente sotto silenzio nei giornali locali (e certo, se attacchi il portavoce del governatore come fai poi a raggiungerlo quando devi contattarlo per lavoro?) un’interrogazione con risposta scritta presentata dal consigliere regionale Pdl Raffaella Della Bianca. Impressionante l’escalation dello stipendio della portavoce, Anna Costantini, ricostruito nell’atto ispettivo: 4mila 920 euro al mese secondo il contratto di co.co.co sottoscritto nel luglio del 2010; un premio di quasi 10mila euro - 9mila 840 euro per l’esattezza - conferito a mo’ di regalo di Natale il 28 dicembre 2010 «a titolo di risultato – sottolinea l’interrogazione – dell’attività svolta, secondo la valutazione discrezionale del presidente»; e poi chissà, vista la crisi incipiente, un bell’aumento dello stipendio mensile deliberato a gennaio del 2011, ben 1.730 euro in più, da 4mila e 920 euro a 6mila e 750 euro. E scusate se è poco. Burlando ha anche risposto. Spiegando che la sua portavoce «opera proficuamente con la giunta sin dalla passata legislatura» e che «nell’attuale (legislatura, ndr), a seguito della cessazione di alcuni collaboratori, le sono state attribuite le nuove funzioni di “studio, commento ed elaborazione di comunicati agli organi di informazione, coordinamento della comunicazione della presidenza della Regione” oltre le attività già svolte di “supporto alla segreteria politica del presidente della Giunta regionale, con incarico di portavoce del presidente della Giunta”». Quanto al premio di risultato Burlando ha precisato che «è stato formalmente attribuito a seguito di positiva valutazione delle attività svolte». Fuor di burocratese, decide il governatore e non si discute.
Dalla Liguria alla Lombardia. Il legame tra Filippo Penati e la fedelissima Claudia Cugola è antico. Il suo inizio risale ai tempi d’oro di Filippo, a quando l’enfant prodige del partito ora caduto in disgrazia giudiziaria è sindaco di Sesto San Giovanni. Lei, arrivata come maestra d’asilo, è la sua ombra. E così, dopo l’assunzione al Comune di Sesto, ecco che arrivano, con Penati presidente della Provincia, il Cap gestione e quindi la «Milano Serravalle Milano tangenziali», sì, proprio uno dei grandi affari ora nel mirino dei pm di Monza. Anche all’epoca - siamo nel 2008 - sulla «transumanza» della fedelissima di Penati, l’opposizione si ribellò, denunciando i passaggi della segretaria del presidente, sulla carta, da una società all’altra, mentre di fatto rimaneva l’ombra di Penati. La segretaria fedele ha traslocato con Penati anche al Pirellone. Dopo le dimissioni del suo mentore da vicepresidente si pensava che il filo si interrompesse. E invece no. Il contratto della fedelissima di Penati è stato rinnovato. «Abbiamo prorogato quello precedente – ha spiegato qualche giorno fa al Fatto Quotidiano il segretario regionale del Pd Maurizio Martina – non ci piace lasciare la gente a spasso». E già, i democratici tengono famiglia.