«Grande Fede È la figlia che non ho»

Nostro inviato

a Melbourne

Sul viso di Novella è spuntata una lacrima. «Novella sei triste?», le domandano. E lei: «Triste? Nooo! Felicissima, mi riempie di gioia». Novella è Novella Calligaris. E ieri era a Melbourne, in tribuna stampa, come sempre in tutto il mondo quando c’è da vivere nuoto. Era sola, ora non lo è più nella storia delle donne italiane che nuotano dietro al record. Ha tifato, fortissimamente tifato per la Pellegrini. Novella ama gli atleti del nuoto. Ed anche qualunque contrapposizione agonistica. Dice: «Era ora, adesso le donne battono gli uomini 2-1». Parla di donne e uomini italiani. Ovvero Giorgio Lamberti contro due tigri.
Racconta come avesse intuito il sogno. «L’ho vista volare nei 400 metri, aveva qualcosa nelle braccia. Mai vista nuotare così. Ormai ha una maturità superiore rispetto ad Atene».
Appunto, Atene: l’oro mancato. Cosa è cambiato?
«Ai Giochi Federica aveva tutta la pressione sulle spalle. Aveva ancora 16 anni da compiere, era un’adolescente con le sue fragilità».
Ora invece?
«È tosta, è stata grande nel superare la sua crisi dell’anno passato. Quella da cui ha ricominciato daccapo».
Novella avevi intuito che questa era una gara da record?
«In un primo momento ho visto il tempo. Ho detto: ma quello non è il tempo della Van Almsick. Cosa hanno scritto? Poi ho visto Federica esplodere. Ed ho realizzato».
Davvero nessuna tristezza? Non sei più l’unica donna record?
«Ma scherziamo? Sarebbe stupido a 34 anni di distanza. È improponibile. Come confrontarsi con un figlio. Anzi, Federica è la figlia che non ho avuto. In compenso ho avuto un bellissimo figlio».
Quanto vale questo record?
«Come quello dei maschi. Ha un peso stratosferico. Avete detto che i 200 stile libero sono una delle gare regina con Phelps e compagnia? Bene, lo sono anche per le donne».