Grande forza e spiritualità Va in scena il «Nabucco»

Si apre domani sera con «Nabucco» di Guseppe Verdi la tanto attesa stagione lirica del Carlo Felice, che rompe gli indugi e parte così con le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Sì, perché il «Nabucco» - o «Nabucodonosor», questo il titolo originale - ha in sé quello spirito patriottico che ne fece allora il simbolo degli ideali risorgimentali, che diede forza alle tensioni per l'unità del paese e che divenne supremo emblema di libertà.
Scritto su libretto di Temistocle Solera, «Nabucco» ebbe subito grandissimo successo e dopo la prima alla Scala, il 9 marzo del 1842, nel giro di pochi mesi approdò nei principali teatri italiani e d'oltralpe, imponendo l'allora giovane compositore all'attenzione europea. L'opera è un grande affresco corale e il personaggio chiave è appunto il popolo ebraico, cui Verdi dà voce con alcune delle sue pagine più celebri, tra cui naturalmente quell'intenso «Va' pensiero», candidato non a caso in tempi recenti a divenire inno d'Italia.
Pagine che in questa occasione rimarranno in primo piano. Il regista Saverio Marconi non ha dubbi: «La regia non deve in nessun modo invadere lo spazio della musica, nell'opera lirica protagonista è lo spartito, e io non voglio in nessun modo violare questa regola sacra». E a valorizzare la musica saranno lo spazio e luce, capaci di dare forza alla spiritualità di cui è intrisa l'opera. «La cosa più affascinante che ho scoperto studiando Nabucco - continua Marconi - è il suo altissimo significato spirituale, la forza dirompente di una preghiera collettiva: io ci vedo, in primis, il desiderio di un'unità morale, che è poi un sentimento che si impone anche ai giorni nostri».
Sul podio Daniel Oren, che proprio con il prediletto «Nabucco» aveva debuttato a Genova nel 1986, al Teatro Margherita. «Sono particolarmente affascinato da "Nabucco", provo sempre un'emozione particolare ad interpretarlo: per voi italiani quest'opera è una metafora, per non israeliani rappresenta un pensiero reale: speriamo che la pace arrivi davvero».
Cast alle prese con i sintomi dell'influenza stagionale, che tra le prime vittime ha colpito il basso Luiz Ottavio Faria (Zaccaria), sostituito da Riccardo Zanellato. Passiamo agli altri interpreti, alcuni già noti del panorama artistico internazionale, altri all'inizio della carriera: Sergey Murzaev (secondo cast Anooshah Golesorkhi) è Nabucco, Nazzareno Antinori interpreta Ismaele; nei panni di Abigaille la celebre Dimitra Theodossiou (Elena Pankratova secondo cast), in quelli di Fenena Tiziana Carraio. Infine Carlo Striuli (Gran Sacerdote), Alberto Profeta (Abballo) e Erika Pagan (Anna). Scene di Alessandro Camera, costumi di Carla Ricotti. L'allestimento è quello del Teatro Massimo di Palermo, in cui l'opera è appena andata in scena, dal 22 al 31 gennaio.