Il grande fratello a caccia di ultrà

Shopping sicuro ma non solo. Le telecamere sono puntate costantemente anche sullo stadio. E dietro l’occhio elettronico ci sono poliziotti della digos, che seguono i tifosi prima, durante e dopo la partita. Pronti a segnalare eventuali problemi ai colleghi del servizio di ordine pubblico, ma anche ad annotare il nome di chi fa il furbo. Ad esempio di chi entra allo stadio senza poterlo fare, magari perché inibito da un ordine del questore. Un’operazione che può passare inosservata, come è accaduto domenica . Nessuno si accorge di quanto accade dietro i monitor, chi crede di farla franca e assistere impunito a una partita «vietata» torna a casa tranquillo, confuso tra la folla. Poi la mattina successiva, si trova i poliziotti sotto casa, che lo arrestano.
Ne sa qualcosa un ultrà genoano di 29 anni, individuato due giorni fa ai cancelli dello stadio Luigi Ferraris. Lui, che non poteva avvicinarsi a Marassi per aver preso parte agli incidenti di Verona-Genoa del marzo scorso, era lì, con la sua sciarpa rossoblù al collo, deciso a entrare. Contando magari di non essere notato anche perché, oltre all’ordinanza di inibizione dagli stadi per tre anni (il cosiddetto «gaspo»), non aveva altri obblighi da scontare, come ad esempio una firma in questura all’ora della partita.
Gli uomini della digos lo hanno notato e hanno provato a seguirlo con le telecamere. Lo hanno visto entrare e mescolarsi tra gli altri tifosi. Hanno deciso di non intervenire subito e di raccogliere altro materiale, considerando anche che lo stesso ultrà era stato notato tra i gruppi di violenti che diedero vita a scontri dopo la partita Genoa-Siena di due anni fa, ma che le foto scattate non erano state ritenute sufficienti a farlo condannare. Anche all’uscita dello stadio i poliziotti hanno preferito evitare azioni che potessero provocare reazioni tra i tifosi. E si sono presentati ieri mattina a Cornigliano sotto casa dell’ultrà. Verso le 8 hanno bussato alla sua porta e lo hanno accompagnato in tribunale dove è stato convalidato l’arresto. Il ventinovenne dovrà comparire giovedì davanti al giudice e si vedrà prolungare l’inibizione dagli stadi, visto che i tre anni ripartiranno dal giorno della sua presenza alla partita Genoa-Sambenedettese.
E a proposito di tifosi rossoblù, c’è da registrare un nuovo episodio che si inserisce nella lunga storia di contestazioni e riappacificazioni. Un notissimo ultrà, che già era stato protagonista della storica «Fossa dei Grifoni», il gruppo unitario che guidava la Gradinata Nord fino ad alcuni anni fa, ha compiuto un vero e proprio blitz nella sede dell’Ottavio Barbieri, uno dei club di riferimento dell’attuale tifoseria organizzata rossoblù. Da poco uscito dal carcere, l’ultrà si è presentato ai compagni di gradinata Nord per farsi riconsegnare lo striscione della Fossa dei Grifoni, gelosamente conservato ma non più utilizzato se non in occasione dei funerali di Franco Scoglio. Lo stesso leader della tifoseria ha anche «stigmatizzato» alla sua maniera quanti avevano organizzato la contestazione alla società. Proprio con l’intento di superare le fratture in gradinata, l’ultrà ha tentato di esporre nella Nord lo striscione della Fossa, ma gli attuali capi della tifoseria glielo hanno impedito. Dal cuore della gradinata comunque è riuscito a far partire un coro «storico» inneggiante proprio alla Fossa dei Grifoni.