Un Grande Fratello fatto in casa per spiare le famiglie del quartiere

Un canale televisivo trasmette le immagini delle telecamere installate nelle strade e nei locali

Lorenzo Amuso

da Londra

Una dozzina di telecamere, le vie del proprio quartiere monitorate in ogni angolo come fossero un set televisivo, 24 ore al giorno. Uno show ininterrotto che trasmette la quotidianità di un'intera comunità. Il Grande Fratello che filma, e registra, ogni movimento, ogni azione, ogni spostamento di ciascuno, per poi mandarlo in onda, su un apposito canale, come fosse un telefilm, accessibile a tutti. Il racconto della vita che diventa spettacolo, un reality show. L'idea nasce in Gran Bretagna, per la precisione in un quartiere di Londra. Contro il vandalismo, i comportamenti anti-sociali e la criminalità minorile, le autorità di Shoreditch hanno pensato di promuovere un piano per la nascita di una «televisione di quartiere» che trasmette solo ed esclusivamente ciò che succede - in diretta - per le vie del quartiere stesso.
Una finestra sul piccolo mondo, che coglie tutto ciò che accade al di fuori delle mura di casa, negli angoli bui, nella via adiacente. Un progetto ambizioso, dal costo di oltre 18 milioni di euro, che - secondo le prime stime - coinvolgerà oltre 20mila cittadini, tanti saranno i curiosi attratti dalla messa in onda dello spettacolo costruito attorno ai movimenti degli anonimi pedoni. Una vera e propria tv a pagamento (cinque euro al mese), alla quale bisognerà abbonarsi tramite una retta mensile, che avrà il duplice obiettivo di soddisfare le curiosità voyeuristiche dei cittadini ma anche di offrire alle forze dell'ordine strumenti extra per combattere la criminalità. Una via di mezzo tra show e servizio pubblico, spettacolarizzazione della vita ordinaria e implacabile controllo sulla vita di ciascuno, con aggiornamenti in tempo reale di reati, incidenti, furti. Non solo, gli abbonati al Digital bride system avranno anche la possibilità di scaricare, come fossero video musicali o frammenti di film, i filmati più emozionanti - una rapina, uno scippo - per poi inviarli, qualora fossero sfuggiti al controllo delle autorità, alle stesse forze dell'ordine.
Nel palinsesto non mancano neppure le ambizioni pedagogiche con programmi studiati per divulgare il senso civico, spiegare le leggi, promuovere il significato di «cosa pubblica». Ideato dal governo britannico, con la partecipazione dell'European structural funds e di istituti privati, il progetto, che gode dell'appoggio della polizia di Hackney, è stato finanziato dal Shoreditch trust, un organo nato per volontà dei residenti dell'area con lo scopo di sviluppare il quartiere. Inizialmente il canale televisivo è stato pensato per un’audience di circa 22mila persone, corrispondenti al numero di residenti a Shoreditch, ma già il prossimo autunno verrà esteso agli abitanti di Hackney. Qualora i primi test ottenessero l'esito sperato, entro il 2007 il canale arriverà anche in altre zone della nazioni, tra le quali le Midlands e il nord-est. «La gente ricorda ancora con orgoglio quei tempi in cui nell'East End londinese ci si prendeva cura l'uno dell'altro - commenta Micheal Pyner, direttore generale dello Shoreditch trust -. Sappiamo che questo spirito, nonostante il cambiamento dei tempi, è sopravvissuto e intendiamo offrire uno strumento, al passo con i tempi in cui viviamo, che possa consentire lo stesso tipo di comportamento».
Tra ritrosie e imbarazzi malcelati, il canale del quartiere ha già riscosso un successo stupefacente, come testimoniato dagli stessi residenti di Shoreditch. «Devo ammettere che da quando ce l'ho non faccio altro che guardarlo. Probabilmente non è il massimo dell'eccitazione, ma è il mio quartiere, è la mia vita. Non credo di star spiando nessuno, mi limito a guardare ciò che accade fuori», ha dichiarato Jan Ashby, 57 anni.
Una star - involontaria - del canale è diventato Ken Hodkinson, titolare di uno dei pub più frequentati del quartiere. «Non posso dire se mi piace o meno essere ripreso ogni istante, ma se questo contribuirà a rendere la zona più sicura, sono pronto ad accettare».