Il grande fratello iraniano sospende Gmail

Il servizio di posta elettronica del motore di ricerca sarà sostituito con una versione nazionale. Naturalmente sotto il controllo del governo

Il grande fratello iraniano diventa sempre più invadente. Alla vigilia del 31esimo anniversario della rivoluzione iraniana, l'agenzia per le telecomunicazioni di Teheran ha oscurato Gmail, il servizio di posta elettronica di Google.
L'annuncio della «sospensione permanente» del servizio, di cui ieri hanno dato notizia il Wall Street Journal e la Fox, è arrivato in contemporanea a quello del lancio di un servizio di e-mail nazionale per tutti i cittadini iraniani. Dalla sua sede di Mountain View, Google ha confermato di avere avuto notizia di «difficoltà di accesso» da parte di alcuni internauti iraniani ma non per problemi tecnici. «Abbiamo ricevuto segnalazioni da parte dei nostri clienti iraniani - ha detto un portavoce di Google - che hanno problemi con la loro casella postale Gmail. Confermiamo che ci sono forti cali di traffico e abbiamo verificato che non sono dovuti a problemi di natura tecnica. »L'Iran sembra deciso a negare ai suoi cittadini l'informazione, ma gli iraniani sapranno trovare come superare gli ostacoli», ha commentato dal canto suo il portavoce del Dipartimento di Stato P. J. Crowley. Fonti governative iraniane citate dal Wall Street Journal hanno detto che la misura mira a rafforzare lo sviluppo locale di tecnologia internet e «costruire fiducia tra cittadini e governo».
Non è la prima iniziativa delle autorità iraniane sul gigante di Silicon Valley, bersaglio nelle scorse settimane di attacchi informatici provenienti dalla Cina. Recentemente le autorità hanno bloccato l'accesso a Google Translate, che aveva offerto da giugno, dopo le controverse elezioni, il servizio di traduzione dall'inglese in farsi e viceversa: un programma di aiuto alla democrazia «per aumentare l'accesso all'informazione» mentre l'onda verde della protesta contro Mahmoud Ahmadinejad scendeva in strada. L'annuncio di ieri coincide con le ultime misure di sicurezza ordinate dal governo iraniano alla vigilia delle celebrazioni e al culmine di otto mesi di proteste.
La polizia ha confiscato le parabole del satellite dai tetti delle case, secondo siti web dell'opposizione, mentre altri iraniani citati su questi siti, hanno detto che i loro cellulari sono stati controllati e in certi casi sequestrati. Dalle elezioni di giugno il governo di Ahmadinejad ha studiato vari modi per bloccare l'uso di Internet in Iran. Il servizio di mail nazionale, presentato la scorsa settimana attraverso il portale iran.ir, era stato inizialmente destinato a tutti i dipendenti del governo. Secondo cifre ufficiali di Teheran il 95 per cento degli utenti iraniani usa servizi di posta stranieri come Yahoo mail, Gmail e Hotmail.
Il timore degli attivisti per i diritti umani è che il servizio nazionale sia parte di un più vasto piano di localizzare internet entro i confini dell'Iran.