Il via alla grande con i teatri di Londra e New York

Sam Mendes, il cineasta che meritò l’Oscar per American Beauty, debutterà con due capolavori shakespeariani «Hamlet» e «The tempest»

Internazionalità, apertura ai giovani autori, recupero dei classici e attività di formazione. Queste le linee guida della prossima stagione del Piccolo Teatro che consolida la sua tradizione di «fare sistema» con alcuni tra i più importanti teatri italiani e stranieri. Un fil rouge ripreso dal sindaco Letizia Moratti che sottolinea anche «la forte vocazione del teatro al recupero della memoria storica e il grande valore del linguaggio teatrale per il superamento delle differenze e la promozione del dialogo tra culture differenti».
Il cartellone presentato dal direttore artistico Luca Ronconi, ha spiegato il direttore Sergio Escobar «mette in primo piano i giovani, l'interdisciplinarietà e una ricerca attenta alla memoria e ai linguaggi del teatro. La sfida della cultura - ha aggiunto - in vista dell'Expo, è quella di lanciare da Milano un modello che punti sulla produzione, perché essa promuove anche ricerca e formazione».
Punto di forza della prossima stagione sono le tournée internazionali con settecento recite che toccheranno 17 città del mondo e 38 italiane. «Il Piccolo - l'assessore Vittorio Sgarbi ha ripreso le parole di Sergio Escobar - è “assediato” dal pubblico e promuove una stagione di grande interesse: adesso bisogna capire quale è il ruolo delle istituzioni nei confronti del teatro milanese» - aggiunge, anticipando le dichiarazioni previste per oggi nel corso di una conferenza stampa dove presenterà le sue linee di intervento per il settore. Tra novità e riprese, sei gli spettacoli diretti da Ronconi che presenta Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, incubo visionario di un mondo totalitario in cui i libri sono considerati oggetti sovversivi, la nuova regia Odissea doppio ritorno che comprende Itaca di Botho Strass e l'Antro delle ninfe da Omero, viaggio alle radici del mito composto da un dittico dedicato ad Ulisse. Il ventaglio strepitoso successo, definito dalla critica francese il miglior spettacolo dell'anno a Parigi. Novità assoluta una grande coproduzione internazionale che vede la presenza di Sam Mendes, premio Oscar con American Beauty, che debutterà in prima europea con due capolavori shakespeariani, Hamlet e The tempest, in scena per un mese intero. Appuntamento da non perdere con la Trilogia della villeggiatura diretta da Toni Servillo, coproduzione del Piccolo e dei Teatri Uniti per celebrare il terzo centenario goldoniano. La stagione vedrà anche, nel decennale della scomparsa, un omaggio a Giorgio Strehler, con Arlecchino servitore di due padroni con il grande Ferruccio Soleri, appena insignito del premio Unicef e La storia della bambola abbandonata, un innovativo progetto sul territorio con i bambini di Milano, Catania, Prato e Roma, voluto da Andrea Jonasson; e l'omaggio a Giorgio Gaber, indimenticabile chansonnier del teatro italiano. «L'appuntamento con il teatro internazionale - spiega Luca Ronconi - porta al Piccolo, tra gli altri, il grande Peter Brook che presenterà la sua ricerca su alcuni frammenti di Beckett, Ute Lemper con due nuovi concerti Voyage e Angels over Berlin, Lev Dodin con il suo nuovo spettacolo Vita e Destino, saga di una famiglia di ebrei russi perseguitati dai nazisti e da Stalin. Ventuno le ospitalità dall'Italia con un grande spazio ai classici tra cui il Tartufo di Molière che segna il ritorno di Carlo Cecchi al Piccolo, Vita di Galileo con Franco Branciaroli, uno sguardo sulla storia recente del nostro paese con Aldo Moro, una tragedia italiana di Corrado Augias, La fine è il mio inizio, ultimo testo del grande Tiziano Terzani, e infine Questo buio feroce, riflessione sulle fragilità e sul disagio esistenziale con cui Pippo Delbono ritorna al Piccolo. Ripresa di «Donne in parlamento» di Serena Senigallia che presenta anche Natura morta in un fosso; e de «La barca dei comici» con Stefano De Luca.