La grande kermesse che fa quadrare il cerchio della mente

Dal 29 al 31 agosto a Sarzana, la letteratura si mescola con le cellule staminali e il crimine con la botanica. Previste oltre 20mila presenze

Oltre i numeri, le presenze, i bilanci, le affluenze e i grandi nomi, un primato al Festival della Mente (dal 29 al 31 agosto a Sarzana) va riconosciuto: aver impastato la letteratura con la ricetta dell’uovo quadro, le cellule staminali, il crimine organizzato e la botanica. Siamo giunti alla quinta edizione e ormai il pubblico affezionato che arriva a frotte nella cittadina ligure lasciando le spiagge per affrontare il caldo, la poca ombra - a Sarzana le case sono basse - e il riverbero delle pietre bianche lo sa bene: qui non si parla di pagina scritta e immobile, ma di creatività dinamica, di materia grigia malleabile come il pongo che produce di continuo contaminazione tra le arti e le discipline e le scienze.
Per le migliaia di nuovi adepti, tuttavia - già venduti quasi 20mila biglietti -, diremo che la formula consiste nel far coesistere nelle piazze, nei chiostri, nel teatro degli Impavidi, sugli spalti della Fortezza e nel cinema, architetti e narratori, attori ed esteti, psichiatri e fotografi, matematici e grandi chef. Ed è ovvio, allora, che l’uno smitizzi l’altro e insieme ne elevi la peculiarità.
Uscendo da un incontro con Carlo Cracco, per arrivare agli ospiti di quest’anno (il programma completo è su www.festivaldellamente.it), con le papille gustative ancora eccitate, si può sbrigliare l’occhio e il cuore entrando ad ascoltare la lezione di storia dell’arte di Giovanni Agosti. E appena scoperte le logiche animali grazie a Danilo Mainardi, si fa un tuffo cerebralissimo nei paradossi del realismo di Walter Siti o negli abissi della coscienza insieme a Edoardo Boncinelli. Come dire, il festival dei festival. Dove Toni Servillo va a braccetto con Marc Augé, Moni Ovadia racconta storielle a Piergiorgio Odifreddi e Stefano Bartezzaghi fa le parole crociate insieme ad Alessandro Barbero. E nel festival dei festival non può mancare uno spazio per i più festivalieri di tutti, i bambini, cui è dedicato un programma apposito, con eventi a cui li si può accompagnare dieci minuti prima che inizino e poi lasciarli lì, volendo, per tutta la durata degli incontri, pensati per stimolarli su ciò che più li attrae. Non per nulla il primo è sulla cacca.
Come spiega Guido Guerzoni in Effetto festival. L’impatto economico dei festival di approfondimento culturale (Fondazione Carispe-Fondazione Eventi), volume di ricerca nato proprio grazie agli sforzi organizzativi di Sarzana, in Italia ogni anno si organizzano oltre 1600 mostre e 1200 festival. Numeri astronomici, spesso resi possibili dagli interventi delle fondazioni, spesso bancarie, in cui perciò è nata una figura nuova: «L’investitore culturale». Insomma, in un Paese in cui editori di libri e giornali e produttori cinematografici si lamentano di continuo del dilagante analfabetismo culturale, le banche, diffidenti per natura verso le cause perse, investono nei festival. Figuriamoci nel festival dei festival.