Un grande «Little club»

La scelta del nome - Little club Genoa - è un tributo alle origini della società rossoblù e alla moda di allora. E come il grifone, anche il sodalizio posto dietro la Gradinata Nord, annovera una bella sfilza di primati. Primo club di tifosi fondato in Italia; primo a organizzare una trasferta nel campionato 1961/62 a Bergamo; primo a sancire un gemellaggio nella storia del calcio italiano con i Fedelissimi granata; primo a noleggiare una nave - la leggendaria Caralis - per seguire la squadra in Sardegna. «Siamo stati anche i primi a fare una trasferta in aereo nel 1965 a Palermo - racconta Luciano Paccagnini, tesoriere del club e presidente per sedici anni - I tifosi rosanero ci aiutarono a posizionare lo striscione dentro lo stadio. Il viaggio costò 33mila lire a persona». Little perché nel 1959 un gruppo di bambini iniziò a riunirsi in via Carrozzino nella casa di uno di loro, Gianni Scuri, oggi vicepresidente del club, allora colui che ebbe l'idea di fondarlo. «Poi ci siamo trasferiti all'American Bar di via San Vincenzo dove ogni domenica veniva esposta la bandiera del Genoa. La nostra sede è stata poi in Corso Sardegna nei locali della società operaia cattolica Santa Zita. Il club venne fondato qui nel 1962 anche se abbiamo ritrovato alcuni documenti che ne attestano la nascita tre anni prima», dice Gianni Scuri. Poi toccò all'omonima squadra di calcio che oggi milita in Prima categoria, dopo essere stata anche in Promozione. In quegli anni il Little club iniziò a organizzare i primi voli Charter, sui quali viaggiavano anche i calciatori rossoblù. «Il dirigente del Genoa mi chiamava per chiedermi di riservare 20 posti sull'aereo alla squadra e ai dirigenti», racconta Paccagnini. Memorabile il ricordo della trasferta a Porto Torres su una nave noleggiata per i tifosi e l'approdo successivo a Genova tra bandiere rossoblù al vento. «Arrivando in porto - continua Paccagnini - la città ci accolse con cortei che partivano da Corso Italia e salivano fino a Castelletto. Piangevano tutti, compresi i giocatori che avevano fatto il viaggio con noi e non si aspettavano un'accoglienza del genere».
Da Corso Sardegna nel frattempo il Little club Genoa si era trasferito in via San Lorenzo e di lì a qualche anno a Marassi in via Casata Centurione. «Durante la settimana veniva spesso a mangiare da noi Fulvio Bernardini. Poi la notizia fece il giro della città, i tifosi blucerchiati non gradirono la cosa e l'allenatore della Sampdoria smise di venire», rivela Gianni Scuri. Nel 1999 il Little ha fatto visita a Papa Giovanni Paolo II in Vaticano. Il club annovera tra i soci onorari l'ex cardinale di Genova Tettamanzi «che venne a celebrare la messa di Natale da noi». Il 25 giugno scorso è stato rinnovato il consiglio direttivo che oggi ha un nuovo presidente: Mauro Montaldo: «Vogliamo rappresentare un punto di riferimento per le persone del quartiere, soprattutto quelle anziane. Ogni mese organizziamo una cena sociale e serate d'intrattenimento».