Grande Milano sbanca Roma Scivola la Virtus

I bolognesi battuti a Varese lasciano sola in testa Siena che supera la Fortitudo Treviso ridimensiona Napoli

Milano cammina fra le nuvole di Roma, dove Hawkins è la grandine che non vorresti mai avere sul tuo giardino, torea la Lottomattica con Garris dopo che Schulze (5 su 7 da 3) e Watson (7 rimbalzi come Blair) avevano spezzato le alucce dalla squadra di Repesa che resta nelle 8 per la coppa Italia come ultima, mentre l'Armani, ancora senza Bulleri, con questo viaggio premio si guadagna la testa di serie al numero tre dietro Siena e Virtus Bologna, davanti a Treviso, Napoli, Varese e Montegranaro. Djordjevic torna a respirare perché la Rometta senza un centro ed un vero tiratore va in confusione contro la zona, si perde nel mare delle palle perdute (17, ma Milano ne ha date come al solito 19), squassata a rimbalzo nei momenti più delicati. Sfinito Bodiroga, prese le misure al vagotonico Chatman, per l'Olimpia non ci sono stati problemi anche in una serata fiacca dove comunque Roma ha segnato 12 punti nell'ultimo tempo.
Sulla ruota panoramica che dovrebbe mostrare il bello del basket italiano non sale, all'ultimo momento, Capo d'Orlando, una delle rivelazioni della stagione, che certo meritava più di Roma, perché la sua sconfitta a Reggio Emilia la esclude dalla festa di Casalecchio che comincerà l'8 febbraio e che oggi, al teatro Armani di Milano, vedrà sorteggiare gli accoppiamenti fra le otto elette, con l'Olimpia che torna a sedersi al tavolo di quelle che nel basket contano.
Aspettando di capire se la voglia di Roma e Milano di avere una grande vetrina è soltanto masochismo, l'ultima giornata di andata ci ha detto abbastanza: innanzitutto che non esiste una dominatrice. Siena prima da sola ha fatto meglio di tutti, ha vinto sul campo della Fortitudo anche sbagliando l'impossibile, guadagnandosi una fortuna certo meritata, ma la Climamio che prima regala Thomas e poi perde un Digbeu pieno di vitalità dice che l'allenatore Ataman non sbaglia a far sapere che anche i suoi, pur esclusi dalla coppa Italia e, probabilmente, dall'Eurolega, possono giocare per lo scudetto fino in fondo, soprattutto se aggiungeranno una pedina in regia.
Montepaschi ancora acerbo, ma solido dentro. Poi c'è la Virtus Bologna che, come l'anno scorso, pur con un sistema e giocatori diversi, ha finito sulle ginocchia la prima fase perdendo a Varese dove Magnano ha scoperto che Delonte Holland può essere la calamita per poi allargare e finalizzare il gioco su altri, in una giornata dove Galanda (19 punti, 8 rimbalzi) è stato, ancora una volta grande protagonista, vero capobranco in una squadra che ha riscoperto Howell (13 punti, 9 rimbalzi). Per la Virtus risposte serie soltanto da Giovannoni (17) e, alla fine, quando anche Ilievski (13) ha colpito duro ha sfiorato il grande recupero.
Dietro queste due rispunta una Benetton che con Lorbek (15) ha ritrovato il fluido per togliere a Napoli l'entusiasmo creato dalle ultime imprese con Barcellona, Milano ed Istanbul. Trepagnier ha provato a riaprire una partita che Treviso aveva iniziato benissimo, ma poi il sistema Blatt ha funzionato come nel finale che l'anno scorso portò i «tutti verdi» allo scudetto e allora attenti a questo ritorno anche per la coppa Italia che per la Benetton è sempre stata una dolce spiaggia.
Nella corsa finale, dopo 17 giornate, non paga tasse Montegranaro che a Teramo non è andata oltre i 70 punti, paga invece tutto e immeritatamente Capo d'Orlando, che finisce il suo sogno a Reggio Emilia dove più dell'amore per il gioco ha potuto il digiuno in una giornata delicatissima anche nella coda perché fino ad un minuto dalla fine Livorno stava vincendo a Cantù facendosi poi beffare da Philip Jones (30) e Michael Jordan (22) dopo la sveglia suonata da Mazzarino.