"Grande notte", il Cadeo che non ti aspetti

Ogni tanto in tv esce la nuova versione di un personaggio già noto, che ci appare sotto una veste diversa da quella che ci aveva abituato in anni di carriera. Cesare Cadeo, ad esempio, prima di approdare alla Grande notte di Gene Gnocchi e Afef aveve circumnavigato con alterna fortuna il mondo televisivo, passando dal mezzogiorno di cuoco sulle reti Mediaset alle televendite, dai programmi sui libri nei circuiti tv regionali al ruolo di opinionista nell'Isola dei famosi. Un percorso da globetrotter in cui aveva assaggiato quel che gli veniva offerto e suscitato persino qualche polemica quando accettò di ricoprire la carica di assessore alla cultura del Comune di Milano. Tirando le somme, una vita professionale di alti e bassi, ma anche una serie di esperienze in grado di farlo conoscere al grande pubblico e di non essere mai dimenticato. Non una carriera in primissima linea, di quelle che ti fanno annoverare nella schiera dei vip, però una rodata consuetudine televisiva capace di fargli reggere bene il passare degli anni. Solo adesso, però, Cadeo è riuscito grazie alla sua ironica partecipazione alla Grande notte in qualità di «portatore sano di smoking» a ritagliarsi uno spazio dove sembra nuotare nel suo elemento naturale. Prima in fondo non si era mai capito bene, fin dove Cadeo si prendeva sul serio e fin dove, invece, il suo sorriso sornione sempre al confine tra il «ci è o il ci fa» aveva voglia di divertirsi alle nostre spalle. Personalmente, ad esempio, gli rimprovero di essere stato tra i primi a veicolare durante le sue televendite l'abusata espressione «pagabile in comode rate». Eh no caro Cadeo, le rate non sono mai comode, e non c'è sorriso incantatore che tenga. Ben venga quindi quest'ultima esperienza riabilitatrice all'interno della Grande notte, dove Cadeo ha il compito di presentare gli ospiti non prima di aver giocato al ruolo del romantico signore d'altri tempi dispensatore di aneddoti, poesiole goffe, corteggiamenti improbabili, e autore persino di qualche incursione ironica proprio nel campo delle televendite, presentando lo sketc «non aprite quel materasso» davanti a Giorgio Mastrota seduto tra gli ospiti. Se non l'avesse ingaggiato Gene Gnocchi, il Cadeo nuova versione avrebbe potuto essere un personaggio lanciato da Chiambretti a Markette oppure, più indietro nel tempo, una delle surreali invenzioni di un grande talent scout come Renzo Arbore ad uso e consumo della corte dei miracoli di Quelli della notte. Ben vengano, in ogni caso, quelle trasmissioni che ci permettono di scoprire, di un personaggio tv, ciò che non si era ancora pienamente appalesato. Se oggi Cadeo ci sembra «nuovo», lo si deve al felice clima goliardico della Grande Notte.