Il grande rebus del voto estero

A tre giorni dal voto ancora non si sanno i nomi dei 18 parlamentari (sei senatori e dodici deputati) eletti all’Estero. Nella tarda serata di ieri si è conclusa la fase dello spoglio (in cui era al lavoro una squadra di 10mila persone fra cui 7mila scrutatori), non senza polemiche (schede fasulle, schede palesemente nulle, voti contestati). A risolvere definitivamente la querelle su chi sarà eletto e chi no sarà una task force di sette magistrati della Corte d’Appello di Roma coadiuvata dal presidente dell’Ufficio Circoscrizionale estero, il magistrato Claudio Fancelli. Verranno riaperte le migliaia di buste contestate (su oltre 1,2 milioni di plichi giunti a Castelnuovo di Porto, ndr) per verificare i voti contestati dagli oltre mille rappresentanti di lista e decidere se assegnarli o meno. Risolto il «giallo» di due «bolgette» (sacchi diplomatici) ferme all’aeroporto di Francoforte, resta l’allarme brogli, legato alle schede «palesemente false» provenienti dalla Svizzera, tutte con le stesse preferenze, e alle dichiarazioni del Senador uscente Luigi Pallaro sul voto in Venezuela e Argentina.