GRANDE SADICO PIÙ CHE FRATELLO

Lo chiamano Grande Fratello (giovedì su Canale 5 ore 21) ma più che grande è sadico, caratteristica del resto comune ad ogni reality e ora presente in dose massiccia in questa sesta edizione. Due gli elementi principali che spiccano dalla visione della prima puntata: innanzitutto la virata degli sceneggiatori verso un copione che mira a enfatizzare le difficoltà dei ragazzi ospiti della Casa, questa volta spartana e di ostico impatto, in modo tale che l’inizio del Grande Fratello 2006 sembra assomigliare più a La Fattoria o a certe prove di sopravvivenza dell’Isola dei Famosi piuttosto che alla dimensione salottiera e confortevole con cui questo programma aveva visto la luce sei anni fa. Come se il crescente successo dei reality concorrenti, nati da una costola del Grande Fratello e sempre più indirizzati a mettere pedagogicamente in risalto gli ostacoli che «temprano» i partecipanti, lo avessero in un certo senso costretto a cavalcare quest’onda e ad adeguarsi all’andazzo. Sempre più evidente il ricorso agli espedienti di disinvolto sadismo, come quello di nascondere ai ragazzi la presenza di un’ala della casa extra lusso, ma ancora di più l’idea di comunicare a un partecipante l’esclusione dalla competizione a pochi giorni dall’inizio, dopo che aveva superato tutte le selezioni, per poi fargli la «sorpresa» di ammetterlo con un colpo di scena proprio nell’imminenza dell’avvio ufficiale. Il secondo elemento emerso dalla prima puntata è la conduzione di Alessia Marcuzzi, che per età, atteggiamento e soprattutto approccio sembra sostanzialmente azzerare ogni differenza tra conduttrice e partecipanti, dei quali appare una sorta di prolungamento, non si sa quanto consapevole. Se Daria Bignardi era soprannominata la «maestrina» per il suo modo di tenere le distanze e mantenere l’ordine, e Barbara D'Urso era una sorta di «mamma» affettuosa ma dal polso fermo, la Marcuzzi si presenta più che altro nel ruolo di amica, di semi-coetanea, e resta da verificare se uno spettacolo bisognoso di una sua rigorosa ritualità come è il Grande Fratello si giovi più di una conduzione autorevole in cui è subito chiaro chi comanda o di una atmosfera più giocosa ma meno coinvolgente sotto il profilo della tensione emotiva. Notevole più che mai l’investimento mediatico sulla trasmissione che potrà contare su una doppia striscia quotidiana, la visione 24 ore sul digitale Mediaset, la diretta di Rosso Alice, la presenza sui cellulari, un talk show ogni sabato, l’occupazione della seconda parte della domenica calcistica di Mentana, la sinergia con Verissimo, il rimbalzo su radio, tiggì, rotocalchi televisivi e carta stampata. E poi dicono che se non ti piace un programma basta che usi il telecomando.