IL GRANDE SCHERMO A TRANSISTOR

Pensateci bene. Non c’è niente di teoricamente più assurdo di un provino cinematografico in radio. È proprio una contraddizione di termini: perché: a) un film si vede, b) per promozionare un film bisogna far vedere le scene più intense ed emozionanti o avvicenti, c) far «sentire» un film è l’esatto contrario di quanto prevedono i punti a) e b).
Quindi, una trasmissione radiofonica come Trailers in fm è qualcosa che, per definizione, non dovrebbe esistere. Se Coming soon, la versione dei provini per la televisione, è un programma perfetto, capace di appassionare persino chi odia la tivù ma ama il cinema, il suo fratellino radiofonico nasce già come il figlio di un dio minore, come l’uccello senza ali per alzarsi in volo. Insomma, un’assurdità. E, sempre ragionando in via teorica, l’unica vera parentela tra i due programmi è il fatto che entrambi hanno un titolo orrendo in inglese. Perché non si può tradurre in italiano, soprattutto considerando che tutti i film più belli degli ultimi anni sono italiani?
Invece, a sorpresa, Trailers in fm funziona molto bene. (Titolo a parte, ovviamente. Ogni volta che lo scrivo, addirittura, mi sembra più brutto della precedente). E funziona soprattutto per alcune categorie di film. Se noi parliamo di film iraniani in lingua originale sottotitolati per cinefili, è chiaro che la pubblicità radiofonica non può funzionare. Ma, probabilmente, non funziona nemmeno quella televisiva. Lì l’unico vero «imbroglio» nei confronti di chi va a vederli lo fanno i critici con tutti i bollini al posto giusto. Personalmente, giusto per restare nell’esempio appena fatto, non mi sono ancora ripreso dalla visione de Il sapore della ciliegia di Abbas Kiarostami, nome che ho stampato nella lista nera della mia memoria.
Comunque, è chiaro. Non è su questi film che deve andare a lavorare Trailers in fm. È una trasmissione che funziona alla perfezione per i prodotti più popolari o meno snob. I giochi di parole e le battute di Diego Abatantuono in Eccezzziunale veramente capitolo secondo...me, ad esempio, in radio non hanno perso un filo della loro efficacia. Basta la voce dell’Abatantuono prima maniera, basta la battuta, e il gioco è fatto. Non a caso, ad esempio, lo spot è stato regolarmente trasmesso dopo tutte le dirette sportive di Radiorai, perché adatto a quel tipo di pubblico. Così come funzionano Verdone e Silvio Muccino, abbastanza caratterizzati da fare personaggio già con la voce.
Ma le anticipazioni cinematografiche in radio che sono andate meglio sono quelle di Notte prima degli esami. Sia nei minispot, sia nei programmi veri e propri. Sentire l’accento astigiano, cortese ma non falso, di Giorgio Faletti, riesce da solo a ricreare le vibrazioni positive del film. E persino a far perdonare il titolo Trailers in fm.