La prima grande sorpresa: il prezzo dei pannolini

Anna e Fabio Moretti, 34 e 38 anni, sposati da quattro, vivono a Pieve Ligure e hanno avuto Elio quattro mesi fa. Lei è psicologa e ha lasciato del tutto il lavoro di libera professionista: «Ho dimesso i vecchi pazienti e non ne ho più presi di nuovi. Ricomincerò appena smetto di allattare», ci dice. «Tra qualche mese spero di poter lavorare almeno un pomeriggio a settimana grazie a mia suocera». I due vivono solo con lo stipendio di Fabio, sommozzatore, ma secondo loro la nascita di Elio non ha inciso quasi per nulla sul bilancio familiare, grazie al fatto che sono ben muniti di parenti e amici. Nessun costo di baby sitter in previsione anche perché la sorella più giovane di Anna, Laura, si è appena trasferita a Genova e può aiutarli con il bambino. Nessuna spesa medica oltre alle vitamine, a qualche medicina e al pediatra della mutua: «Bravissimo» dicono. Nessuna spesa per abitini, biancheria, carrozzina, passeggino, lettino, marsupio: «Tutto prestato, riciclato o regalato» racconta Fabio. È il modo migliore per abbattere i costi. L’usato non deve spaventare. Ed è anche una reazione alla dittatura del consumismo. e della pubblicità. «La culla è antica, quella di famiglia. Era di mia moglie. Di nuovo abbiamo preso solo un cuscino per allattare, un sacco a pelo, una palestrina». Anna aggiunge che qualche negozio l'hanno girato, anche a Genova, ma nessuna tentazione di «spendere un sacco di soldi. Nessuno tra i nostri amici compra cose nuove. Ormai facciamo tutti così». Unico inevitabile salasso, i pannolini: più di un euro al giorno. Ma su quelli c’è davvero poco da fare.