Grande Stevens compatibile per lo statuto

da Milano

La Borsa sembra ignorare il verdetto Consob a carico dei vertici del gruppo Agnelli che, se confermato dopo i ricorsi, rischia di decapitare per alcuni mesi le holding. Ieri Ifi e Ifil hanno rispettivamente guadagnato il 2,3% e l,6% per il fatto, come dicono gli analisti, che questi titoli seguono solitamente l’andamento delle azioni Fiat (più 2,5%). Gianluigi Gabetti (presidente Ifil), Franzo Grande Stevens (membro del cda) e Virgilio Marrone (ad di Ifi e nel cda di Exor) sono stati sanzionati per complessivi 12,5 milioni. Per loro sono state anche decise sospensioni di 6 mesi (Gabetti), 4 (Grande Stevens) e 2 mesi (Marrone) da incarichi nell’ambito di società quotate o appartenenti allo stesso gruppo di aziende quotate. I provvedimenti sono legati alla vicenda Ifil-Exor-Fiat del 2005.
Ma gli sviluppi del caso sono seguiti anche dalle numerose realtà che vedono i tre top manager presenti con incarichi di rilievo. E mentre a Mediobanca (Gabetti è nel cda) i legali starebbero già esaminando quale procedura adottare nel caso il tutore di casa Agnelli dovesse lasciare per alcuni mesi, alla Compagnia di San Paolo (Grande Stevens è al vertice) le prime reazioni sulla vicenda potrebbero arrivare dal comitato di gestione di lunedì. Lo statuto non prevederebbe conseguenze poiché la mancanza dei requisiti di onorabilità si verificherebbe solo in caso di condanne penali passate in giudicato. L’occasione potrebbe far riaffiorare i dissapori tra Grande Stevens e il suo principale antagonista, il vicepresidente Carlo Callieri. Sulla vicenda è intervenuto Corrado Passera, ad di Intesa Sanpaolo (nel consiglio di gestione siede Marrone e il gruppo è azionista Fiat): «Gabetti ha il grande merito di aver messo in condizione la Fiat di essere uno dei leader dei mercati».