Il grande teatro la fa da padrone nell’ex cinema

Alessandra Miccinesi

Musical, recital, balletto, e prosa, per un nuovo teatro polivalente. «Il teatro Italia è un sogno che avevo nel cassetto da anni: dopo la chiusura del Giulio Cesare e del Nazionale ho voluto restituire alla città uno spazio culturale».
A parlare in nome di una prosa da fidelizzare è Pietro Longhi, direttore artistico del Manzoni e del nuovo Teatro Italia. Nuovo, si fa per dire. Perché la sala (800 posti su tre ordini), costruita nel ’28 e inaugurata nel ’30 con un concerto di Mascagni, dopo la seconda guerra mondiale ha prevalentemente funzionato come cinema: l’Universal.
Oggi, dopo l’assaggio della scorsa stagione, il teatro Italia alza il sipario per il primo cartellone ufficiale. Un programma variegato, in linea con le esigenze del pubblico che torna ad affollare i foyer dopo tanta televisione.
Poche idee ma molto confuse è il titolo dello show caustico di Cinzia Leone che occuperà il proscenio dal 17 ottobre. Modificando un aforisma di Flaiano, l’attrice racconta le difficoltà della gente comune a distinguere i reality dalla realtà.
Costumi di carta da indossare (e sfilare) in un lampo, e un diluvio di energia per cantare (in playback) le canzoni di Tina Turner, Mina, Pavarotti, Zero, Lunapop, Carrà, Pizzi, Bertè, ecc. Ennio Marchetto, emulo del trasformista Arturo Brachetti, dal 7 novembre propone Carta Diva, una performance a metà tra mimo e défile cartaceo per parafrasare i tic dei cantanti più noti. Si torna al classico - la solidità delle radici minate dal tarlo dell’incomunicabilità - con Mia famiglia di Eduardo (3 novembre) commedia in cui la crisi del dopoguerra, e relativa caduta di ideali, diventa simbolo di un malessere moderno. Ne sono protagonisti Pietro Longhi e Angiola Baggi; regia di Silvio Giordani. Anna Mazzamuro dal 5 al 26 dicembre è di scena con Signorina Silvani, Signora prego! one woman show in cui l’interprete di mille commedie fantozziane farà conoscere al pubblico l’altra faccia dell’icona creata da Paolo Villaggio. Dirige Pino Strabioli.
Emozioni e risate con Gabriele Cirilli, che il 27 dicembre presenta Donna Gabriella e i suoi figli di Daniele Sala, galoppata tra teatro di strada, poesia, monologhi, canzoni, e balletti, per ripercorrere vent’anni di professione del comico da Sulmona. Bagliori di celebrità con Fame (23 gennaio), musical diretto da Bruno Fornasari, ispirato all’omonimo film di Alan Parker. Mentre un classico del cinema Indovina chi viene a cena diventa commedia ad alto tasso di comicità grazie all’adattamento di Mario Scaletta, che trasporta la vicenda dal ’68 agli anni ’90. Gianfranco D'Angelo e Ivana Monti sono i protagonisti della pièce che sdrammatizza il tema del razzismo giocando sulle contraddizioni e le gaffe di una coppia bianca in procinto di conoscere i consuoceri di pelle scura. Dirige Patrick Rossi Gastaldi.
Dal 6 marzo, spazio allo shakespeariano Sogno di una notte di mezza estate commedia con musiche diretta da Maurizio Panici; segue la ballata dolente di Eduardo Tartaglia Ci sta un francese, un inglese, e un napoletano. Il teatro di via Bari chiude la stagione con Il paese dei campanelli e tre balletti: il contemporaneo Red passion, una rilettura di Coppelia per l’étoile Raffale Paganini, e un trittico gitano della Compagnia Antonio Márquez .