La grande tentazione di Ciampi: pronto al bis se lo chiedono tutti

Nell’incontro con Berlusconi dà la sua disponibilità di massima ma a pesare sarà soprattutto l’atteggiamento del centrosinistra

Massimiliano Scafi

nostro inviato a Livorno

Bisnonno, intanto: a Fermo, sua nipote Margherita ha messo al mondo una bambina, Ginevra. Bispresidente, questo si vedrà. Dopo giorni di melina, la Cdl ha calato l’asso, buttando sul tavolo l’ipotesi di una conferma. Lo ha anticipato Silvio Berlusconi, salito all’una sul Colle con la lettera di dimissioni: «Carlo, per noi devi rimanere, sei il miglior candidato possibile, con te sarebbero tutti garantiti». Lo hanno confermato ufficialmente i leader del centrodestra, riuniti a Palazzo Grazioli all’ora di pranzo: ora la palla è all’Unione. Quanto a Ciampi, lui non parla. Sorride.
Il presidente? «È di ottimo umore», questo l’unico, significativo, commento strappato al suo staff. Sì, il capo dello Stato appare davvero in gran forma nella sua Livorno, mentre spunta ai cantieri Orlando e osserva con molta attenzione gli ultimi yacht da 30 milioni di euro varati dalla Benetti. Passo spedito, occhiali da sole, ampi saluti a marinai e carpentieri, uno sguardo ai capannoni e un salto su Ambrosia, una barca da 63 metri di proprietà cinese. Quando scende, lo aspetta Paolo Vitelli, presidente della Benetti Azimut, che gli dice: «Lei è il presidente di tutti. La prego di prendere in considerazione la possibilità di rappresentare la voglia di fare del Paese accettando un secondo mandato». Ciampi ride, ma non risponde.
Come si dice in questi casi, il silenzio è d’oro. O anche, chi tace acconsente. La partita è apertissima. Il capo dello Stato ha preso atto della mossa formale del centrodestra e, prima di pronunciarsi, aspetta un’eventuale analoga iniziativa del centrosinistra. Certo, anche se arrivasse un invito bipolare a restare, non è detto che accetti di «fare un sacrificio». Però l’acqua si è mossa. Dice il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, che gli sta accanto per tutto il pomeriggio: «La decisione ovviamente sarà politica. Ma a pesare sarà soprattutto la volontà del presidente».
Dovrà decidere in fretta. Fausto Bertinotti, d’intesa con Franco Marini, ha infatti tagliato il nodo di procedura istituzionale che stava un po’ bloccando il passaggio di legislatura, convocando per l’8 maggio la seduta comune dei grandi elettori che dovranno scegliere il nuovo presidente della Repubblica. Prima il capo dello Stato, poi il governo: l’incarico a Romano Prodi dunque slitta.
Il settennato di Carlo Azeglio Ciampi è quindi agli sgoccioli. Ma la giornata del capo dello Stato è fittissima. Inizia con i funerali solenni a Santa Maria degli Angeli in onore delle vittime di Nassyria. Prosegue con l’incontro con Silvio Berlusconi, che sale al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Un colloquio «lungo e particolarmente amichevole», quasi «affettuoso», nel quale il Cavaliere, prima di rilanciarlo per il bis, sonda Ciampi e ottiene, a quanto pare, una risposta interlocutoria. Il presidente, che mesi fa ha sollevato il problema dell’età, adesso non può certo sbilanciarsi se non c’è una presa di posizione del centrosinistra. Le parole di Prodi e D’Alema, «speriamo che accetti», «magari», senza un atto ufficiale, non possono bastare. Ma qualche indizio lo si può ricavare rileggendo il discorso del Primo maggio: «Troppe tensioni politiche - ha detto lunedì Ciampi celebrando la festa del lavoro - frenano la crescita, serve maggiore coesione. Dobbiamo lavorare con entusiasmo a una nuova fase della nazione». Un forte invito al dialogo tra i poli, che riguarda la situazione economica ma anche forse le immediate scelte istituzionali, magari pure il Quirinale.
La giornata finisce a Livorno, ultima tappa del mandato, ventiquattr’ore ritagliate tra un incontro e l’altro. Una pausa di riflessione che ben presto si trasforma in una specie di trampolino popolare per un secondo settennato. Bagni di folla al porto, davanti alla prefettura, sotto casa della cognata che gli ha preparato una cena a base di pesce. «Resta al Quirinale», grida la gente. E lui risponde ancora una volta con un sorriso.