Il grande vecchio del New Journalism

Tom Wolfe (pseudonimo di Thomas Kennerley) è nato nel 1931 a Richmond, in Virginia. Si è laureato in letteratura e giornalismo a Washington e alla Lee University. Ha lavorato come reporter per diverse testate: Springfield Union, Washington Post, New York Herald Tribune. Ha pubblicato reportage e racconti sul New York Magazine, Esquire e Harper’s. L’esordio letterario, accolto con enorme interesse da parte della critica, è del 1965 con The Kandy-Kolored Tangerine-Flake Streamline Baby (La baby aerodinamica kolor karamella). Nel ’70 è la volta di Radical Chic - satira dell’atteggiamento politico degli intellettuali newyorkesi - e nel ’75 del ferocissimo The Painted Word contro il mondo dell’arte al culmine del suo trionfo mercantilistico. Ogni titolo di Wolfe è sempre stato contestato, criticato, attaccato dall’establishment letterario. Fondatore della scuola del cosiddetto New Journalism, Wolfe si aggiudica l’American Book Award nel ’79 con The Right Stuff. Dal celebre The Bonfire of the Vanities (Il falò delle vanità, 1987) sulla New York degli anni Ottanta, Brian De Palma ha tratto l’omonimo film nel 1990.