La Grande viabilità fa sbandare il Comune

Il placet è arrivato in tempi record mentre cominciava l’attività ispettiva

Sempre più nell’occhio del ciclone il Campidoglio per il maxiappalto all’Ati composta da Romeo Gestioni, Vianini e Consorzio Strade sicure. Ieri a rinfocolare la polemica sono stati i consiglieri comunali di An Federico Guidi e Luca Malcotti: «Abbiamo la prova che il Campidoglio sapeva del pasticcio ed ha fatto finta di nulla».
L’appalto è quello della manutenzione stradale della Grande Viabilità. Nove anni la durata, costo complessivo 720 milioni di euro. Il 6 febbraio scorso la concessione è stata bocciata dall’Autorità di vigilanza sugli appalti pubblici per incompatibilità di un soggetto dell’associazione temporanea d’imprese con la legge Merloni ter. E per Guidi e Malcotti «il Comune sapeva del conflitto d’interessi e nonostante questo ha accelerato la procedura di aggiudicazione definitiva». Il 15 novembre 2006 la Manital, una delle imprese partecipanti alla gara, spedisce una diffida al Campidoglio. Nell’atto precisa che «il progetto della gara è stato commissionato dal Comune alla società RpR; uno dei consiglieri della RpR ha successivamente dato vita al Consorzio Strade sicure e ne è divenuto presidente; tale consorzio è risultato aggiudicatario provvisorio». Insomma, il conflitto d’interessi è solare, per la Manital. Che il 20 novembre spedisce istanza all’Autorità. Il 22 novembre, però, il Comune convoca la capofila dell’Ati, la Romeo. E il 29 dello stesso mese «accerta la completezza e congruenza del piano economico dell’offerta». Il XII Dipartimento del Comune brucia i tempi e l’indomani, il 30 novembre, formalizza, con determinazione dirigenziale numero 2394, la concessione definitiva. Proprio mentre inizia l’attività ispettiva dell’Autorità, osservano Guidi e Malcotti. La procedura è stata talmente accelerata, spiegano i due, che la concessione definitiva ha consegnato solo il servizio di manutenzione e di pronto intervento, «mentre continua a gravare tuttora sull’amministrazione la responsabilità civile e penale per eventuali danni e omessa sorveglianza», in barba alla delibera di giunta 683, che liberava «il Comune dalle incombenze di responsabilità». «Chiediamo l’intervento immediato - attaccano Guidi e Malcotti - non solo della magistratura che già sta facendo il suo corso, ma anche della commissione di trasparenza del Comune. In ballo non ci sono solo i soldi investiti per appaltare la manutenzione di 800 chilometri di strade della grande viabilità romana, concessi peraltro in pieno conflitto d’interesse. A rischio c’è anche l’incolumità di milioni di persone che dovrebbero poter viaggiare in piena sicurezza». Un capitolo a parte investe pure il ruolo ricoperto nella progettazione da RpR. «Un ruolo - sostengono i consiglieri di An - in pieno conflitto, considerato che il Comune detiene il 95 per cento della società. Infine chiediamo una verifica sulla qualità dei servizi erogati fino a oggi dalle imprese vincitrici dell’appalto».