Grandi alleanze, ottimismo e possibilità di cambiare idea

Caro Massimiliano e carissima Signora Luciana Grilli, eh si, anche per me è la solita personale rissa tra cuore e cervello, la consueta zuffa che lascia sovente un solo vincitore e cioè quello che credo sia il buonsenso; anche perché avendo una testa prevalentemente aziendale quest’ultimo è sempre indirizzato a trovare soluzioni vantaggiose per il bene comune, calcolare le varie possibilità per incrementare voti, guadagno o benessere amministrativo, mentre i sentimenti galoppano verso la sponda opposta e ricordano l’ostracismo di Casini nell’ultimo quinquennio del Governo Berlusconi, le difficoltà gratuitamente ricevute, il voltafaccia nonostante... o altro, collimando perfettamente con la riflessione della Signora Grilli.
Ma per sapere con certezza chi vincerà non resta altro che approfondirne i particolari e ricorrere a dati o esempi del passato.
La storia insegna come le grandi o piccole alleanze abbiano riportato sempre ottimi risultati, abbondanti raccolti e spesso definitive risoluzioni, raggiungendo obiettivi inimmaginabili e non basterebbero le pagine annuali di un quotidiano per descriverle tutte.
Sono infatti le grandi intese e l’ottimismo per e nella loro realizzazione che hanno permesso a statisti, giornalisti, imprenditori, scienziati... premi Nobel, di conseguire quelle valide mete che ci hanno storicamente tramandato e di cui ancora oggi ci pregiamo.
Lo stesso Winston Churchill, intervistato sul perché di una presunta coalizione governativa, così rispondeva; «Un pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità; un ottimista vede l'opportunità in ogni difficoltà». Di seguito un bontempone definì il pessimista come un’ottimista informato, ma la storia gli diede torto.
L’eccezionale Guareschi, che fu uno degli artefici principali della vittoria della Dc del ’48, cercò e realizzò l’intesa con l’Azione Cattolica e particolarmente con il moderato Luigi Gedda dei Comitati Civici (trecentomila iscritti); il risultato ci è noto ed ha permesso alla nostra cara penisola di non entrare nel patto di Varsavia, quello dell’Europa orientale, sotto il comunismo sovietico.
Che dire, molto meglio così!
Nelle aziende come nella ricerca scientifica sono ancora più palesi le instaurazioni di nuovi raggruppamenti; tutti i mezzi di comunicazione, giornali, Tv, radio, etc., ci elencano giornalmente di avvenute alleanze, accordi, intese e alcune delle quali impreviste a causa di precedenti incomprensioni, a volte anche gravi, ma il risultato alla resa dei conti è sempre lo stesso; ottimo.
Non ultime arte e cultura che, nonostante a prima vista possano apparire con caratteristiche individuali, si sono innalzate a livelli impensabili consegnandoci quei patrimoni che sono periodicamente sotto i nostri occhi.
Ma è non sbagliato non cambiare mai idea, carissima (gran bel nome) Luciana?
Churchill sosteneva che «ci sono uomini che cambiano idea per amore del loro partito, altri che cambiano partito per amore delle proprie idee», e se lo diceva lui vuol dire che qualche possibilità in verità esiste e che fondamentalmente non è affatto sbagliato.
Politicamente e più in particolare nella vita, odio qualsiasi forma di porta chiusa, il mai o il no assoluto e quindi condivido pienamente il pensiero dello staff dirigenziale ligure e nazionale di Forza Italia, che però non limiterei solo ai vari Piattaluga, Mazzolino o Monteleone ma anche ad alcuni altri meritevoli moderati che attualmente stanziano in poli a noi avversi sia a Genova che in regione.
Non condivido però la terminologia usata dal sempre bravo Mario Lauro - «raccattare» i vari Udc & soci –, troppo cruda; anche perché ritengo sinonimo d’intelligenza, come detto, eventuali cambiamenti di opinione passati o futuri, mentre con il medesimo sono in pieno accordo sulla necessità di un piano organizzativo, chiaro e con traguardi unitari ed equilibrati, all’idea dell’uso di molto olio di gomito ed in una giusta ripartizione tra soldati e generali, e personalmente parlando, credo proprio che anche stavolta il mio cuore perderà.
Quindi, se tutte le più belle cose che abbiamo sono state fatte collegialmente, perché non cominciare a cantare... si può dare o fare di più (anche quella vincente canzone fu cantata, non da uno ma, da tre grandi artisti).
Con stima.
*Responsabile turismo
Forza Italia, Liguria