Grandi cantanti, direttore scarso così si rovina «Il burbero» di Soler

Pazzie: a leggere i nostri dizionari musicali, sembra che l’abate Soler, settecentesco autore spagnolo, non abbia mai scritto opere. Eppure ce n’è persino una citata nel Don Giovanni di Mozart. A Vienna lavorava in teatro con Lorenzo Da Ponte e metteva insieme opera buffa e seria incantevolmente. Provvido dunque il Teatro Real di Madrid che rappresenta il suo Il burbero di buon cuore: la commedia goldoniana si trasforma nel libretto in situazioni tipiche e scoppiettanti, nella musica in una raccolta di allegrie trepide e di guai giocosi. Purtroppo il teatro ha affidato tanta civiltà all’insipida inerzia del direttore Christophe Rousset e al disastroso gusto per il mediocre della regista Irina Brook, che disorientano una fresca e vivace compagnia di canto, con lo splendente Saimir Pirgu, il magistrale Carlos Chausson, l’eccellente Luca Pisaroni, Elena de la Merced, Veronique Gens, Cecilia Diaz e Juan Francisco Gatell, tutti graditi.