Grandi manovre al centro L’Udc scarica Albertini e punta su Serra sindaco

Grandi manovre al centro per costruire il terzo polo. Anche a Milano l’Udc si muove per convincere Futuro e libertà ad accettare un’alleanza per correre da sola contro Letizia Moratti e il candidato del centrosinistra che uscirà vincente dalle primarie. E per riuscirci punta sul prefetto Achille Serra, un’inappuntabile carriera ai vertici della polizia prima di una travagliata storia politica partita da Forza Italia, transitata per il Partito democratico e oggi approdata all’Udc. Una scelta che sembra aver già sbaragliato l’ipotesi Gabriele Albertini, l’ex sindaco oggi europarlamentare la cui melina comincia a indisporre i centristi. E per il quale l’arrivo di Silvio Berlusconi mercoledì a Milano potrebbe significare il ritiro dal voto-mercato con la promessa di un posto da senatore. Ma anche la presidenza della mega società A2A (anche se per questo sembrano essere già scaduti i termini per le dimissioni a Bruxelles) o un ruolo di prestigio in Edison. Ma l’intenzione dell’Udc è anche svecchiare l’immagine del partito ancora legata alla vecchia Dc. «Per questo - assicurano al quartier generale lombardo - la candidatura di un giovane come Manfredi Palmeri potrebbe essere perfetta».
«Non voglio confondermi con gente che si vende per tre mozzarelle», diceva Serra a settembre a Palazzo Madama al momento di lasciare il Pd e passare all’Udc. «Me ne vado, senza sbattere la porta» annunciò il senatore, eletto in un collegio della rossa Toscana. Ma come condizione per passare alla corte di Pierferdinando Casini, pose proprio la candidatura a sindaco di Milano. Che Berlusconi gli aveva già promessa, prima di preferirgli proprio Albertini.