Grandi nomi e molti giovani nella stagione del Quartetto

Il fortepiano di Staier e l’ensemble di Volodos

Piera Anna Franini

Con il nuovo millennio il Quartetto ha cambiato pelle. Ha rinunciato al dorato isolamento allargando a tutti gli amanti della musica, ai soci ma anche ai non soci, i propri concerti. S’è optato per la fusione della Società del Quartetto con I Concerti del Quartetto. Si sono aperte finestre sulla città puntando anche su collaborazioni che vanno oltre i Navigli.
Con l’edizione 2006-7, presentata in questi giorni, il capitolo delle collaborazioni s’è ulteriormente arricchito. Cooperazioni con l’Orchestra Verdi (si tratta di un abbonamento che combina 10 concerti sinfonici della Verdi con altrettanti cameristici del Quartetto), con la Fondazione Rusconi (attenta al lancio di giovani talenti), con la Fondazione Arcadia (che offrirà l’integrale delle Cantate italiane con strumenti di Haendel) e con la preziosa bottega della Scuola di Musica di Fiesole (pronta a mettere in vetrina il meglio delle proprie leve).
Sono ventuno i concerti pianificati dalla storica istituzione milanese, alla sua 142esima stagione. Si parte il 10 ottobre, congedo il 15 maggio 2007, ogni martedì (ore 20.30), nella Sala Verdi del Conservatorio.
Abbondano i recital di pianoforte: con giovani promesse e interpreti che sono una garanzia. Caso quest’ultimo di Alfred Brendel, pianista depositario dei Viennesi, cui viene affidata l’apertura di stagione. Il fortepianista Andreas Staier renderà un ultimo omaggio agli anniversari di Mozart e di Schumann misurandosi con un fortepiano – della collezione di Fernanda Giulini – dell’epoca di Schumann.
Così come sarà un piacere ascoltare il Bach di qualità dell’ungherese Andras Schiff che bissa la presenza al Quartetto tornando con l’Ensemble Microcosmos nel segno di musiche del connazionale Béla Bartók.
Il violino di Shlomo Mintz, accompagnato al piano da Dmitri Alexeev, esplorerà Sonate di Mozart e Sostakovic.
L’edizione 2006-7 segna il debutto al Quartetto del pianista Arcadi Volodos, interprete con pochi pari e il vezzo di dire all’ultimo minuto che cosa suonerà. È invece un ritorno quello del pianista Maurizio Zanini che dedica il programma all’infanzia vista con gli occhi di Mendelssohn (Kinderstücke op. 72), Corea (Children’s Songs), Schumann (Kinderszenen op. 15) e Debussy (Children’s Corner). Ha da poco lasciato la fanciullezza Lisa de la Salle, francese, diciotto anni, e un curriculum di assoluto riguardo.
Dopo l’esame a pieni voti e lode dello scorso marzo, torna il Quartetto Zemlinsky, la giovane formazione che alla maratona dell’integrale dei Quartetti di Beethoven è stata – appunto - considerata la migliore.
Sempre nella serie Rising Stars, quindi di talenti alla ricerca di conferme, il duo composto dalla violoncellista argentina Sol Gabetta e il pianista finlandese Henri Sigfridsson (56 anni in due). Per l’appuntamento con i Lieder è stata invitata Angelika Kirschlager, il mezzosoprano reduce di un applaudito Pelléas et Mélisande diretto da Simon Rattle a Salisburgo.
Interessante il programma impaginato dall’oboista (probabilmente il maggiore di questi tempi) Heinz Holliger che arriva a Milano con un ensemble d’eccellenza. Corrono in abbinata pagine di Bach e di Jan Dismas Zelenka, considerato il maggiore compositore boemo del Settecento, ammirato dallo stesso Bach. D’obbligo – lo richiede pure lo Statuto – la presenza di Quartetti di classe capitanati dal Quartetto di Tokio, Fauré e Guarneri.
Scorrono in parallelo alla stagione otto incontri per ascoltare, capire e immaginare la musica, come recita il titolo di questa mini rassegna condotta dal musicologo Emanuele Ferrari.