Grandi opere Ci voleva l’Expo per trovare quei soldi?

(...) Le prime proposte concrete sulla Pedemontana sono state impostate circa tre decenni fa, i progetti sono pronti da tempo, a parte qualche dettaglio, e da anni è al lavoro la società di gestione con amministratori, manager e dipendenti regolarmente retribuiti. Così per la M4 e M5, i cui progetti definitivi giacciono nei cassetti di MM Spa da parecchi anni e la cui realizzazione fu definitivamente approvata dalla seconda giunta Albertini, grazie anche ai poteri che quel sindaco aveva come Commissario straordinario per l'emergenza ambientale. Mancavano solo i soldi, non quelli del Comune ma la quota di competenza dello Stato, quelli finalmente arrivati due giorni fa. Dunque non si tratta di opere programmate per l'Expo, anche se torneranno comode per quell'occasione. Ma questa vicenda dimostra per l'ennesima volta qualcosa che tutti sappiamo: in questo Paese della permanente paralisi burocratica e indecisionale - causa del nostro grave ritardo infrastrutturale corresponsabile della lenta crescita dell'ultimo decennio - si riesce a passare ai fatti solo per gli impegni imposti da grandi eventi internazionali e quindi per la conseguente ansia di evitare una brutta figura globale. Perché spesso non sono i soldi che mancano ma la capacità di decidere ed eseguire nei tempi giusti. Certo non è un modo sano per realizzare quello di cui il Paese, le regioni, le città hanno bisogno, ma è così. Una brutta abitudine che, d'altra parte, spiega anche, ad esempio, l'affollata corsa per candidarsi alle Olimpiadi del 2020: da Roma a Venezia, da Palermo a Bari, anche sfidando il senso del ridicolo ma con la speranza di realizzare rapidamente tangenziali, palazzi dello sport e piscine. Resta il fatto che ora, finalmente, per Milano i soldi ci sono. E - a prescindere dall'Expo che, come abbiamo visto, è poco più di un pretesto - spetta a Milano recuperare la tradizionale immagine di efficienza e concretezza ultimamente un po' appannata, anche a causa proprio delle vicende dell'Expo. Che, diciamolo con franchezza, anche se solo ci consentirà di realizzare quelle opere che da tanto tempo aspettiamo, avrà già dato abbastanza alla città.