Grandi opere, ecco altri 17,8 miliardi Sbloccati i cantieri: via a Ponte e Tav

AUTOSTRADE Più di 8 miliardi sono destinati a Brescia-Padova, Cisa e tangenziale Est di Milano

RomaIl governo attiva risorse per far ripartire le opere pubbliche e di, conseguenza, l’economia. Non sono state trascurate le necessità di coloro che potrebbero perdere il posto di lavoro e sono state aumentate le dotazioni per gli ammortizzatori sociali. Questi principali risultati della riunione del Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica, presieduto ieri dal premier Silvio Berlusconi.
In particolare, il Cipe ha aggiornato la dotazione del Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) a 45 miliardi di euro dei quali 27 miliardi di competenza regionale (22 miliardi al Sud e 5 miliardi al Nord). Diciotto miliardi, invece, sono di competenza statale, suddivisi in 4 miliardi al fondo per l’occupazione, 5 miliardi al fondo infrastrutture e 9 miliardi al fondo strategico per l’economia istituito presso la presidenza del Consiglio. Il Comitato, infine, ha approvato il piano delle opere strategiche predisposto dal ministero delle Infrastrutture da 17,8 miliardi.
Infrastrutture. Per le grandi opere pubbliche sono definitivamente resi disponibili i 16,6 miliardi già stanziati nella riunione di dicembre. In particolare 1,3 miliardi andranno subito al Ponte sullo Stretto la cui realizzazione, bloccata dal governo Prodi potrà ripartire in tutto e per tutto. Confermati gli 800 milioni al sistema Mose di Venezia e 2,75 miliardi per l’Alta velocità. Alle infrastrutture autostradali (Cisa, Brescia-Padova, Cecina-Civitavecchia, Tangenziale Est di Milano) andranno circa 8,1 miliardi di contributi interamente privati. Finanziati dallo Stato, per complessivi 2 miliardi, gli interventi sulla Salerno-Reggio Calabria e sulla Statale Jonica, mentre 1,5 miliardi saranno destinati alle reti di trasporto tra le quali la Metro C di Roma e le opere connesse all’expo 2015 di Milano.
Edilizia. Sono stati attivati 1,2 miliardi per opere edili. In dettaglio, un miliardo sarà destinato all’edilizia scolastica e 200 milioni a quella carceraria.
Ricadute. Come ha sottolineato il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, gli investimenti varati dal Cipe «daranno un risultato sul pil pari al +0,7%». Consentiranno, altresì, di «potenziare l’occupazione con 140mila posti di lavoro». Per ciascuno degli anni del triennio 2009-2011 è attesa la creazione di circa 50mila posti di lavoro. Senza questi investimenti ci sarebbero stati 65mila posti in meno.
Impegni concreti. Gli ultimi stanziamenti portano a 55,8 miliardi il totale degli interventi anticrisi messi in campo dall’esecutivo per il biennio 2009-2010. Ai 17,8 miliardi approvati dal Cipe per le infrastrutture bisogna infatti sommare i 12 miliardi già iscritti a bilancio per gli ammortizzatori sociali e gli 8 miliardi oggetto di accordi con le Regioni per gli ammortizzatori in deroga. A questi 37,8 miliardi vanno aggiunti 9 miliardi derivanti dai decreti anticrisi (inclusi i 2 miliardi di incentivi per gli acquisti di auto ed elettrodomestici) e i 9 miliardi accantonati presso la presidenza del Consiglio, a disposizione dei ministri per interventi immediatamente realizzabili.