«Grandi opere? Le faremo da soli»

Una holding autostradale del Nord, con le spalle così larghe da potersi sobbarcare i costi delle grandi infrastrutture e sia in grado di gestirle. È l’idea che frulla nella testa di Formigoni e del suo assessore ai trasporti Cattaneo e che domani, al «Tavolo Milano», sottoporranno all’attenzione del governo.
L’idea è ardita ma non peregrina. Di sicuro una bella provocazione, visto che l’intenzione regionale è quella di far saltare la maxi-fusione tra Società Autostrade e la spagnola Abertis, sostituendo il gruppo iberico con un soggetto lombardo individuato dagli amministratori del Pirellone.
«Sarà un test per verificare le reali intenzioni del nuovo Esecutivo nazionale nei confronti di Milano e della Lombardia - confessa l’assessore Cattaneo - un modo per capire se Prodi e i suoi ministri vogliono davvero dedicare le attenzioni che chiediamo».
La proposta regionale nasce dalla constatazione che le risorse attualmente a disposizione dello Stato sono insufficienti per venire incontro ai bisogni infrastrutturali della Lombardia, che ha iscritto a bilancio 22 milioni di euro per la realizzazione di grandi opere. La nuova holding sarebbe invece in grado di rastrellare sul mercato bancario i soldi necessari.