Grandi opere, grande sviluppo

Sarà decisamente rilevante l’impatto socio-economico delle grandi opere infrastrutturali, in particolare del Terzo valico ferroviario che è destinato ad accorciare le distanze fra Genova e Milano e quindi le relazioni fra i due bacini territoriali. Ne hanno convenuto i relatori del convegno organizzato dalla Filse che ha presentato un suo studio specifico sull’argomento (ne abbiamo dato ampio rilievo lo scorso anno, dedicandovi due «aperture» del Giornale ligure). Agli obiettivi e alle prospettive dello studio si è dedicato, fra gli altri, Lanfranco Senn, mentre Enrico Musso ha affrontato in maniera approfondita il ruolo dei porti e Pier Gino Scardigli ha parlato della nuova Pontremolese. Con l’occasione, il sottosegretario agli Affari regionali Alberto Gagliardi, nel ricordare l’importanza dello studio della Filse «che si deve alla giunta Biasotti», sottolinea come «il fatto che le grandi opere, rimesse in moto dal governo Berlusconi dopo decenni di immobilismo, possano dare, se realizzate, un forte impulso alle prospettive della nostra regione è, forse, ovvio per chi, come me, lo predica da oltre vent'anni. Favorire l'inserimento della Liguria nel Nord Ovest e agganciarla al “corridoio cinque” (Lisbona-Kiev) le darà grandi opportunità e concrete ricadute economiche. La Liguria, infatti, o comunica o muore, ma non tutti ne sembrano ancora convinti».