Grandi opere, legge anti-burocrazia

È un antidoto antiburocrazia quello ideato dall’assessore lombardo alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo. Una cura contro il male più radicato nell’iter di realizzazione delle grandi opere: i tempi morti. La Lombardia ha scritto una legge su misura per snellire le procedure ed evitare che plichi di fogli giacciano per mesi sulle scrivanie dei ministeri senza essere sfogliati né firmati da nessuno. Buttati in un angolo a prender polvere in attesa di un’approvazione. Il che, tradotto in conseguenze reali, significa anni di ritardo nell'apertura dei cantieri. Facendo vivere troppo a lungo i progetti solo sulla carta. È accaduto per la tanto sospirata autostrada Pedemontana: ci sono voluti mille giorni per l’approvazione del progetto preliminare contro i 240 previsti dalla procedura nazionale. Quattro volte tanto. La legge obiettivo di Cattaneo è «una forma per dare tempi certi e spostare le istruttorie dai ministeri in Lombardia». Si tratta di un modo per istruire la partenza dei progetti «in tempi rapidi ma - assicura Cattaneo - nel pieno rispetto delle competenze del governo».
La nuova legge riguarda le 52 grandi opere ferroviarie e autostradali decise tre anni fa col governo per migliorare i collegamenti in Lombardia. Per Cattaneo è una forma di «federalismo spinto», con cui la Regione incalza quanto può i ministeri romani per non perdere tempo. Si fa cioè carico di abbattere le zone grigie tra un passaggio istituzionale e l’altro, a suon di convocazione di tavoli e pungoli al Cipe per il via libera ai progetti. Nel giorno in cui la Lombardia chiede più competenze al governo, si cerca di essere più autonomi anche nel settore delle infrastrutture.
La legge viene accolta a braccia aperte dall’amministratore delegato della Pedemontana Lombarda, Giuliano Asperti, che confida in un risparmio di tempo per il futuro e in meno cavilli burocratici inutili: quasi un anno e mezzo per il via libera agli 87 km di Pedemontana che collegheranno Bergamo-Malpensa-Como-Varese, passando a Nord di Milano. «Esamineremo la legge - annuncia Asperti - ma sono certo già fin d’ora che ci aiuterà molto. Per la Pedemontana, abbiamo passato il periodo dal luglio 2005 al novembre 2006 ad aspettare la delibera del Cipe: tempo sprecato».