Grandi polemiche per la «prima»

La Lucia di Lammermoor, dramma tragico in due parti e tre atti, musica di Gaetano Donizetti, su libretto di Salvatore Cammarano, dal romanzo The bride of Lammermoor di Sir Walter Scott, venne rappresentata per la prima volta nel novembre del 1835 al Teatro San Carlo di Napoli. Alla Scala di Milano arriverà quasi quattro anni dopo: il 1° aprile del 1839, con la Kemble nel ruolo di Lucia e Moriani come Edgardo.
Lucia avrebbe dovuto essere interpretata da Giuseppina Strepponi, ma indisposta (avrebbe cantato nelle successive repliche) mise il pubblico della "prima" di cattivo umore e i critici milanesi, invece di parlare dell'opera, principalmente si soffermarono sull'esecuzione.
Il recensore de La moda così commenta: «... solo dispiacque l'annuncio che cantasse la Kemble in luogo della Strepponi.Se la Kemble fosse esperta nel canto come è bella nella persona, ieri sera il complesso dell'opera avrebbe avuto un esito ben diverso... ». E impietoso continua: «La giovane Kemble è bella, veramente bella di persona, e que' suoi trilli, quelle sue fioriture disgustano a tal punto che fanno danno alla bella voce che possiede».
Uno dei pochi che parla anche dell'opera è il critico del Corriere delle dame che scrive: «Un'opera fra le migliori di Donizetti e moderna, piena di immaginazione, di novità, di brio, seducente pel magico effetto d'istromentazione, e che ne sarà ancor più accetta quando si avrà pensato a riprodurre esattamente i tempi, che tanto la prima che la seconda sera, furono tenuti assai larghi... ». Subito dopo il critico si lancia a parlare dei cantanti e in buona parte della Kemble che fa le spese del tiepido successo della serata.
Il recensore de Il Corriere dei teatri inizia l'articolo così: «Invitati noi fummo a sentire la non per noi nuova Lucia di Lammermoor… » e giù a protestare per gli interpreti. Poi, ricordandosi che Lucia è soprattutto musica, scrive: «La musica di questo spartito, tanto bella per opinione di molti, non ha qui in suo favore la generale opinione; ed ognuno sa che degli applausi di una prima sera non si deve far conto, quando non sono propriamente universali, spontanei, strappati come per forza da ciò che deve assolutamente provocar entusiasmo: perciò applausi ve ne furono, quelli del compatimento per la donna... ».
Allora, come oggi, i cantanti potevano influire molto sul successo di un'esecuzione. Sull'esecuzione - si diceva - ma non sulla musica perché oggi, con l’Elisir d'amore, Lucia è l'opera più popolare di Donizetti, nonché capolavoro del musicista bergamasco.