Grandi progetti e comitati piccoli piccoli

Quando Letizia Moratti decise di cominciare la sua campagna elettorale con l'ascolto della città, probabilmente non prevedeva che avrebbe incontrato soprattutto comitati sorti con obbiettivi ben precisi, che in caso di una sua vittoria elettorale avrebbero provato a passare all'incasso. Pazienza per quelli schierati con il centrosinistra, che per il gioco delle parti non possono oggi pretendere più di tanto. Ma quelli allineati, più o meno apertamente, con il centrodestra, o che hanno addirittura contribuito alla campagna del sindaco, adesso si aspettano di avere un po' di voce in capitolo; e quando si sentono ribattere dalla Giunta che la decisione finale sui singoli problemi non spetta ai cittadini che si mobilitano ad hoc, ma ai rappresentanti eletti dall'intera città, si dicono «preoccupati e indignati» e minacciano di cambiare campo. Essi fanno sicuramente parte di quel venti per cento di milanesi che, stando al sondaggio pubblicato ieri su queste pagine, rinfacciano al sindaco di essere sordo alle istanze della base.
Al centro delle polemiche di questi giorni c'è il progetto City Life, che sorgerà sul terreno della vecchia Fiera e per cui è appena stata firmata la convenzione. Contro questo progetto, che comprende i tre grattacieli per uffici di Liebeskind, Isozaki e Harada, oltre a edifici residenziali per 1.500 famiglie, si sono schierati fin dall'inizio un certo numero di abitanti della zona, divisi in due schieramenti: da un lato, l'Associazione Vivi e progetta un'altra Milano, apertamente schierata a sinistra, che vorrebbe rimettere tutto in discussione, indire addirittura un referendum sull'altezza massima consentita ai grattacieli e pretende che urbanisti di sua fiducia partecipino a una radicale revisione del progetto; dall'altra, il Comitato Residentifiera, di orientamento moderato (la sua portavoce, Luisa Rigobon, era addirittura candidata con la Lista Moratti), che in linea di massima salva le tre torri, ma chiede egualmente modifiche sostanziali: abbassamento degli edifici residenziali, allargamento dell'area verde sacrificando eventualmente il Museo del Design o utilizzando l'area rimasta di proprietà della fiera, miglioramento dei trasporti pubblici al fine di ridurre il traffico e (...)