Grandi riforme: ecco il Manifesto per l’Alta corte

«Per un’Italia più competitiva a livello economico e politico». Questo il proposito del Comitato per la Corte suprema di giustizia, che ieri pomeriggio, presso l’Hotel Cavalieri ha presentato il «Manifesto per l’Alta corte di giustizia».
Undici punti mirano a far grande il nostro Paese e a uniformarlo maggiormente ai canoni europei. «È un percorso strutturale urgente - spiega Aldo Martello, coordinatore del Comitato - che consiste in una parte di programma elettorale comune per i partiti di sinistra e per quelli di destra. A loro chiediamo che inizino, da subito, a dialogare su questi punti». L’obiettivo comune sarebbe quello di attuare scelte di fondo «atte a ripristinare l’efficienza governativa per creare un valido supporto all’economia». Si parla dunque di grandi riforme. Partendo dal principio che la Costituzione è formata da una parte statica e immutabile e da un’altra dinamica e che si presta a cambiare in sintonia con i mutamenti stessi della società, Martello propone la creazione in Italia della Corte suprema di giustizia, organo super partes formato da sette persone con il compito di «aggiornare la Costituzione al cambiamento della società», mantenendo «immutati i principi di libertà e democrazia». Ma non solo. Si passa, quindi, alla richiesta di istituzionalizzazione della «dottrina Jefferson», già applicata negli Stati Uniti e volta a eliminare la corruzione negli enti e negli appalti pubblici. Si tocca, poi, il problema del Mezzogiorno. «Occorre cambiare politica - continua Martello -: è stato un errore imporre al Sud una cultura estranea che non gli apparteneva». Infine, il problema del debito pubblico, il costo dei Parlamentari, la necessità di «una cultura politica» all’interno delle scuole, la certificazione di servizio di ciascun partito. «Tutte queste riforme - ci tiene a ribadire Martello - non hanno né destra né sinistra. Sono a costo zero. Saranno solo un grosso aiuto per l’Italia».

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