Grandi vini e gran pesce sul mare di Pescara

nostro inviato a Pescara
Ventiquattr’ore a Pescara per deliziarmi con due ristoranti di mare (e sul mare) e due fratelli di cacao, nel senso che Massimo e Maurizio, con il cognome che portano, Tavoletta, o diventavano autisti o cioccolatieri. Buona la seconda, nel laboratorio in via Battisti, 085.4429501. Tornerò a scrivere di loro così come del Blumarine nella vicina Francavilla, telefono 085.4917920, ora mi preme applaudire Diego Porrini, il patron della Vongola, che sulla spiaggia pescarese, dove le autorità impazzano con i controlli sulle strutture più o meno fisse e rispettose dell’ambiente, ha messo tutto se stesso in un locale che d’estate deve sgomitare con tanti altri gazebo per farsi notare, ma che ora brilla perché tra i pochi sempre aperti anche di inverno.
Entri e rimani colpito dalla straordinaria varietà di vini in bellavista al fresco. Non solo Abruzzo e tutto scelto con passione e voglia di dimostrare che non ci si sta per accomodare in uno sfamificio qualsiasi che sfrutta la posizione, la città alle spalle e il mare davanti, per riempire i tavoli e poi quello che verrà servito chissenefrega tanto la gente cade lo stesso dentro.
Diego è un patron vigile e sornione e se gli chiedi un rosso, io il Montepulciano d’Abruzzo 2005 di Cataldi Madonna, non ti guarda male, però ti fa presente che «a questo punto cibo e vino saranno due esperienza separate», che è un po’ un invito a non lamentarsi se poi alcuni momenti di pesce saranno penalizzati. Troppo vivo per gli antipasti, crudo di baccalà e poi di tonno, alici e sgombro marinati, i gamberi con pomodorini, i totani scottati, decollerà con gli scampi al rosmarino, gli spaghetti vongole, broccoli e peperoncino, la coda di rospo alla cacciatora (di nuovo il rosmarino, perfetto) e il rombo al forno con patate, carciofi e melanzane prima di concludere con bonet e millefoglie panna e frutti rossi. Una sana cucina di mare.
E-mail: paolo.marchi@ilgiornale.it