Il grano costa il 25% in meno ma pasta e pane continuano a crescere

La denuncia della senatrice De Petris: "Il prezzo internazionale del grano è calato del 25% nell’ultimo mese, ma i prezzi della pasta e
del pane continuano a crescere. L’Autorità antitrust, nelle indagini già avviate, accerti per
quale motivo i prezzi al dettaglio degli alimentari nel nostro Paese registrano solo le
variazioni al rialzo delle materie prime"

Roma - "Il prezzo internazionale del grano è calato del 25% nell’ultimo mese, ma i prezzi della pasta e del pane continuano a crescere. L’Autorità antitrust, nelle indagini già avviate, accerti per quale motivo i prezzi al dettaglio degli alimentari nel nostro Paese registrano solo le variazioni al rialzo delle materie prime". La afferma la senatrice Loredana De Petris, dei Verdi e capogruppo in Commissione Agricoltura. "Alla borsa di Chicago - dichiara la senatrice - il prezzo del grano è crollato a 187 euro mentre i futures sul raccolto di giugno indicano una ulteriore diminuzione del 10%. È evidente che qualcuno si prepara ad incamerare, come di consueto, ricavi anomali, a danno dei consumatori, dei produttori agricoli e della piccola impresa alimentare. Nella Legge finanziaria - conclude l’esponente dei Verdi - abbiamo attribuito, su nostra iniziativa, innovativi poteri di monitoraggio ed intervento sulle filiere alimentari al ministero delle politiche agricole. Sarà ora possibile intervenire con più efficacia su dinamiche speculative che sottraggono reddito ai soggetti deboli del mercato a vantaggio delle posizioni oligopolistiche".