La GranTurismo Mc Stradale è la Maserati più potente di sempre

Brunico (Bolzano)Raccontare l’incontro con una nuova Ferrari è sempre un privilegio e un’esperienza ogni volta unica, ma al cospetto dell’ultima creatura di Maranello, la FF a trazione integrale, ci si rende subito conto di essere di fronte a un autentico passaggio epocale per le vetture con il Cavallino rampante. A cominciare dall’abito, che porta la consueta firma di Pininfarina, questa volta però fortemente influenzata dal Centro stile della casa dove Flavio Manzoni, il responsabile, fa sentire il suo pensiero; una sinuosa livrea sotto la quale si celano dimensioni importanti (4,91 metri di lunghezza, 1,95 di larghezza) ma ben dissimulate da linee straordinariamente snelle che culminano nel lungo cofano che trasmette un’immediata sensazione di movimento. Prende il posto, al vertice delle Gran Turismo sportive di Maranello, della 612 Scaglietti, raffinata e matura aristocratica rispetto alla quale la Ferrari Four sfodera tutta la sua carica giovanile e la sfrontatezza che le deriva dal montare, per la prima volta in casa Ferrari, una trazione integrale, l’esclusiva e brevettata 4RM, il vero gioiello tecnologico della vettura. Non ci sono più fondi viscidi e climi ostili che possano fermare questa Ferrari, maneggevole come un piccolo Suv anche sul tortuoso tracciato su neve disegnato a Plan de Corones, a 2.350 metri di quota, utilizzato per le prime impressioni di guida, dove nessuno aveva mai visto un bolide di Maranello. Bisogna però tornare a valle, sulla strada che da Corvara sale al Campolongo per poi discendere ad Arabba, per scoprire le emozioni che la trazione 4RM (la FF resta di base una sportcar a ruote motrici posteriori, e solo quando manca il grip viene inviata coppia alle anteriori, singolarmente) riesce a fornire insieme al motore 6.2, V12, 660 cv a 8.000 giri, con una coppia massima di 683 Nm a 6.000 giri (ma 502 Nm sono già disponibili a 1.000 giri/minuto). Un nevischio insistente rende il fondo stradale perfetto per mettere alla prova la FF dopo aver selezionato, attraverso il manettino (versione Gt Evoluto) integrato nel volante la posizione Wet fra le cinque disponibili (le altre quattro sono Comfort, Sport, Ice-Snow e Esc Off con la quale si escludono tutti i controlli di trazione e stabilità). Anche nei tornanti più stretti, facili da affrontare, senza scomporsi grazie allo sterzo che richiede ora una minore angolazione, la FF gira come su una rotaia, il grip è costante, il passaggio tra una marcia e l’altra del cambio F1 a doppia frizione (sette rapporti) è istantaneo e la marcata sonorità del V12 arriva ben distinta nell'abitacolo, senza mai essere invasiva, perché, va ricordato, siamo su una Gran Turismo a quattro posti veri, e il rumore del propulsore non deve escludere il piacere della conversazione. Nuovi orizzonti si aprono con la FF per i ferraristi, perché l’abitacolo è spazioso e versatile, le ampie poltrone posteriori accolgono comodamente due adulti (fino a 1,84 metri di altezza senza che la testa tocchi il tetto) e il bagagliaio ha una capacità di 450 litri, ulteriormente espandibile abbattendo gli schienali dei sedili posteriori. Capace di toccare i 335 di velocità massima e di accelerare da 0 ai 100 in 3,7 secondi, (i freni carboceramici Brembo di terza generazione consentono di arrestare l'auto in 35 metri dalla velocità di 100 orari), la FF è attenta anche ai consumi che si riducono sensibilmente grazie al sistema Hele, lo Stop&Start già adottato sulla California, ma anche in virtù a della progettazione «leggera» (la FF pesa 1.880 chilogrammi) sviluppata intorno allo schema Transaxle (la distribuzione dei pesi è 47% davanti, 53% dietro), e al peso ridotto della trazione integrale, appena 50 chili, circa la metà di una tradizionale. Nuove tinte per la carrozzeria e un inedito trattamento della raffinata pelle delle sellerie sono altre esclusive della più rivoluzionaria Ferrari di sempre, quasi una Gt per famiglie pronte a investire 260mila euro per un’esperienza unica nel panorama automobilistico mondiale.