Grasso all’Antimafia: quasi un plebiscito

E Ciampi chiede a Casini: «Il Parlamento ora deve eleggere il sostituto di Marotta al Csm»

Anna Maria Greco

da Roma

La poltrona di Superprocuratore Antimafia era vuota dal primo agosto, quando Pierluigi Vigna è andato in pensione. E, dopo molte polemiche, il plenum del Csm indica il successore in Pietro Grasso, procuratore capo di Palermo da 6 anni e da 35 in prima linea contro Cosa Nostra. Tra una ventina di giorni tornerà, questa volta al vertice, nell’ufficio di via Giulia dov’è stato sostituto procuratore dal ’93 al ’99. E a Palermo è aperta la gara alla successione.
Una scelta quasi unanime quella del Csm, con 18 sì e la sola astensione dei 5 consiglieri di Md che, fino all’ultimo, vogliono ribadire la fedeltà al candidato Giancarlo Caselli, sconfitto già in commissione (dove il rappresentante del gruppo di sinistra è stato l’unico a non appoggiare Grasso), ma entrato nel ruolo di vittima per essere stato tagliato fuori dalla corsa dai nuovi limiti d’età per gli incarichi direttivi, introdotti dalla riforma dell’ordinamento giudiziario.
Il vicepresidente Virginio Rognoni rinuncia all’abituale astensione e vota a favore, esprime «grande soddisfazione» per l’«unanime giudizio positivo, di valore» del Csm su Grasso, ma ringrazia anche i «magistrati valorosi» che hanno combattuto il terrorismo e la mafia, come Caselli. «Oggi nominiamo Grasso - dichiara il laico An Nicola Buccico - e possiamo affermare, con serenità, che ieri avremmo nominato Grasso. Occorre superare polemiche inutili, enfatizzate da una norma altrettanto inutile». Ma sulla nomina del Superprocuratore grava l’incognita di un ricorso al Tar dello stesso Caselli, che potrebbe sollevare la questione di illegittimità costituzionale sulla cosiddetta norma-Bobbio.
Per un posto che viene occupato, uno che rimane vuoto e proprio a palazzo de’ Marescialli, dove il 6 ottobre il laico Udc Antonio Marotta ha salutato tutti per entrare a Montecitorio, in sostituzione del nuovo presidente del Cnel Antonio Marzano. Ieri il capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, come presidente del Csm, ha chiesto al numero uno della Camera Pier Ferdinando Casini di convocare il Parlamento in seduta comune per eleggere il nuovo consigliere. Rognoni lo ha comunicato al plenum, che intanto ha sostituito Marotta nella sezione disciplinare con la leghista Mariella Ventura Sarno. Per le dimissioni del laico Udc una settimana fa è stato rinviato un procedimento disciplinare il cui collegio doveva essere presieduto per la prima volta da Ciampi (per una questione di incompatibilità) e che è stato aggiornato al 20 ottobre. L’indicazione del nuovo consigliere spetta ora al gruppo dell’Udc.
Ancora un posto è al centro di una terza questione, di cui il Csm si occuperà oggi. È quello ai vertici della Cassazione, in cui vuole rientrare Corrado Carnevale, dopo la sua assoluzione, avvalendosi di una legge che ha preso proprio il suo nome. Ma le resistenze a palazzo de’ Marescialli sono forti e l’esito della vicenda è tutt’altro che scontato.