Grasso: "Favoriti mafiosi" Cuffaro: "Chiedo rispetto"

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Il procuratore antimafia: &quot;Resta l'aggravante di aver favorito i singoli&quot;. Il presidente della Regione non ci sta: &quot;Non è vero. Non ho mai violato alcun segreto d'ufficio&quot;. Schifani: Grasso sbaglia
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Palermo - Manifestazioni di stima e manifestazione per chiederne le dimissioni. Palermo reagisce divisa alla condanna del governatore Salvatore Cuffaro. una sentenza che è riuscita a dividere anche il mondo politico. Così, al procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso, che sottolinea "l’aggravante di avere favorito singoli personaggi associati alla mafia", lo stesso Cuffaro rispetto chiedendo maggiore rispetto e una lettura più approfondita della sentenza.

Cuffaro: "Chiedo rispetto a tutti" "Non solo non è stato favorito l’intero sistema mafioso ma neanche il singolo mafioso". Cuffaro non ci sta agli attacvchi di Grasso e chiede "rispetto da parte di tutti". "Certamente cinque anni sono tanti - spiega - nei prossimi giorni, quando avremo letto per intero le motivazioni che la Corte darà, io e i miei avvocati sosterremo le ragioni del mio comportamento. So di non aver violato alcun segreto d’ufficio perché non avevo nessun segreto e nessuna notizia da dare". "Ci sono tre gradi di giudizio: sono riuscito a dimostrare l’infondatezza del reato più infamante, quella di avere favorito la mafia, sono convinto che negli altri due gradi sarò assolto anche dalle altre accuse", chiarisce Cuffaro ribadendo di "aver sempre combattuto" la mafia "con tutte le mie forze". Cuffaro ricorda infatti quello che definisce il suo lunghissimo «calvario» giudiziario, cominciato nel 2003 con l’accusa di corruzione, poi archiviata, "per avere preso una tangente da una persona che non era nemmeno indagata".

Palermo divisa Manifestazioni di stima dei sostenitori e manifestazioni per chiedere le dimissioni. Così inizia la giornata a Palermo di Salvatore Cuffaro dopo la sentenza: ad attenderlo sotto casa, dalle prime ore dell’alba, diversi sostentori che lo aspettano per abbracciarlo e per incoraggiarlo ad andare avanti e lui, come aveva detto ieri subito dopo la sentenza, ribadisce che sta andando a palazzo d’Orleans per "tornare a lavorare". Altre manifestazioni "contro" sono invece in programma oggi pomeriggio.

Schifani: "Grasso si sbaglia" Si dissocia dal procuratore antimafia l'azzurro Renato Schifani: "Pur comprendendo che la sentenza di ieri ha in buona parte sconfessato la linea d’accusa che fu dell’ex procuratore di Palermo, da lui ci saremmo aspettati maggiore prudenza. Infatti, al di là delle sue considerazioni, che purtroppo involontariamente finiscono con l’alimentare le iniziative demagogiche della sinistra giustizialista, un solo dato è certo: il presidente Cuffaro non è mafioso. E tutti dobbiamo prenderne atto".