Gratosoglio, in 15 giorni secondo raid dei vandali all’asilo

I teppisti hanno imbrattato con vernice rossa le aule della scuola materna Arcadia: «Sembrava che ci fosse sangue sparso ovunque»

«Gli asili sono presi di mira a Milano, si sa...» sospirano i vigili dalla centrale operativa di piazza Beccaria. E la frase ha il sapore di un’amara constatazione. Sono stati loro, gli uomini della polizia municipale, infatti, a intervenire, subito dopo le guardie giurate dell’istituto di vigilanza «Fidelitas» quando, mercoledì sera, qualche minuto prima di mezzanotte, è scattato l’allarme alla scuola materna di via dell’Arcadia, al Gratosoglio.
«Sul momento siamo rimasti senza parole: i vandali avevano buttato a terra della tempera rossa, quella che usano i bambini per disegnare per intenderci, poi ci hanno camminato sopra calpestando tutto il pavimento della scuola e imbrattando anche i muri. Faceva un’impressione pazzesca: sembrava sangue...».
Quando hanno capito che sangue non era i ghisa, dopo aver analizzato la situazione, hanno lasciato lo stabile che ospita l’asilo. «Lo ripetiamo: le scuole materne sono sempre state nel mirino dei vandali a Milano e questa, in particolare, già a metà gennaio era stata “visitata” da qualche banda di teppisti. Stavolta deve essere stato l’allarme a farli fuggire».
Ieri mattina è toccato al Comune fare il bilancio dei danni. «Oltre alla tempera c’è disordine un po’ dappertutto, farine rovesciate, giochi sparsi - spiegano all’assessorato Famiglia, Scuola e Politiche sociali di Palazzo Marino -. Dopo un’ispezione dell’Asl di via Statuto è stato evidenziato che nella scuola la situazione è tale da non destare particolari preoccupazioni.
«Anche i bambini - continuano all’assessorato di Largo Treves - che in un primo tempo erano stati accolti nel salone comune, dalle 10.30 sono stati fatti rientrare nelle loro sezioni visto che 4 su 5 risultavano danneggiate e dovevano essere ripulite. Nonostante la responsabile all’ingresso abbia fatto di tutto per rassicurare i genitori, però, alcuni di loro (50 per la precisione, ndr) hanno preferito riportare i figli a casa. Il risultato è stato che, alla fine, sono rimasti 47 allievi».