Al Gratosoglio una piccola Pechino «Ma da Sarpi non fanno le valigie»

«Chi va piano va sano e va lontano». Il console Zhang Limin ha ben presente che non sarà uno scherzo convincere i grossisti a lasciare via Sarpi per trasferirsi nel nuovo polo commerciale che nascerà in 24-30 mesi in via dei Missaglia, l’«Asian Trading Milan Center». Ai residenti, specie «ai più anziani» chiede solo «di avere ancora pazienza, anche noi vogliamo rendere più bella la zona, ma per costruire i nuovi padiglioni ci vogliono tempo e risorse». E ricorda a chi è solito alzare le barricate che «in tutta Italia non ci sono regole che vietano l’attività all’ingrosso», anzi, «i cinesi negli ultimi anni hanno pagato, e pure tanto, per comprare dagli italiani negozi e appartamenti». Fatta la premessa, la cordata di imprenditori «capitanata» da Angelo Ou che sta acquistando al Gratosoglio un’area da 53mila metri quadrati (dal titolare della «Car World Italia», Piero Moccarelli) è convinta che il progetto avrà un tale successo che sulla carta ha già previsto il raddoppio: il polo potrebbe arrivare a 112mila metri quadrati, con spazi espositivi per 450 grossisti all’inizio, poi molti di più, una torre-hotel, residence, sportelli bancari, agenzie viaggi e assicurative, ristoranti multietnici, caffetteria, bar, parcheggi pubblici e privati, asilo, persino un Museo dell’arte cinese. L’area - che sarà aperta anche agli imprenditori italiani - è stata scelta tenendo conto che è vicina all’uscita delle tangenziali, è a 600 metri dalla metropolitana e ci arriva il tram 15. L’ipotesi di Arese, sostiene Ou, «non andava bene, sarebbe stato un ghetto».
Per far digerire l’operazione - tra privati, ma con la «benedizione» di Comune e Consolato - ai residenti del quartiere già sul piede di guerra, l’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli spiega che Palazzo Marino ricaverà dagli oneri di urbanizzazione «circa 20 milioni, che saranno spesi per allargare via Selvanesco e per offrire più servizi alla zona». Ma è preoccupato anche il presidente del comitato ViviSarpi, Pierfranco Lionetto: «Chi ci garantisce che lì si sposteranno proprio i grossisti di via Sarpi? Ancora domenica scorsa ha aperto al civico 16 un negozio di scarpe all’ingrosso, altri nei mesi scorsi. Abbiamo pazienza dal ’99, ma aspettando che venga costruito il polo, il progetto di riqualificazione della zona Sarpi non può restare fermo 2 anni. Si cominci con la pedonalizzazione». Sulla Ztl, afferma l’assessore Masseroli, «si pronuncerà il consiglio», e An, Lega e Udc spingono già l’acceleratore. Ma Angelo Ou ricorda che «l’amministrazione si era impegnata a non attivare l’isola finché non si fosse trovata una soluzione, non credo che ora voglia “stressare” la comunità e far vacillare il dialogo». Assicura inoltre che le preoccupazioni di ViviSarpi «sono infondate, le nostre imprese sono d’accordo sul trasferimento perché la zona è ormai satura, non ci sono parcheggi. Al Comune chiediamo degli incentivi per aiutarle ad affrontare i costi della delocalizzazione». «Altrimenti non si sposterà proprio nessuno», aggiunge un rappresentante delle imprese seduto in prima fila. Masseroli si è detto «pronto a valutare l’ipotesi».