Gratosoglio: «Sì ai cinesi ma via i rom»

Un polo del commercio cinese al Gratosoglio? La Lega non dice no, ma propone al sindaco uno scambio: «La zona 5 ha già due campi nomadi, un depuratore, una mensa-dormitorio per i barboni, c’è il progetto dell’inceneritore. Se ci vogliamo mettere lì anche i grossisti di via Sarpi, allora smantelliamo subito i campi rom e creiamo un presidio fisso dei vigili. E il sindaco apra un confronto col quartiere su verde, sicurezza, investimenti». Il capogruppo del Carroccio Matteo Salvini assicura però che sulla ztl (zona a traffico limitato) in via Paolo Sarpi non ci saranno dietrofront: «Non ci fermiamo davanti alle minacce degli imprenditori cinesi che dicono stop all’isola per tre anni o niente trasloco. Sono certo che il consiglio voterà la nostra mozione e la giunta dovrà prendere atto». E la giunta Moratti deve anche prendere atto dei timori dei commercianti e residenti del quartiere Gratosoglio: infatti, è partita con successo la raccolta di firme di chi reclama un confronto con l’amministrazione comunale. «Siamo stufi di essere la fogna di Milano» è il leit motiv della campagna sostenuta anche dal consiglio di zona.