«Gratta e sosta» introvabili nelle vie deserte del centro

Chiuse per ferie molte edicole. Ed è difficile scovare gli ausiliari che li vendono

Glenda vorrebbe parcheggiare a due passi da piazza Affari. Anche Miguel ha visto un posticino giusto e quasi all’ombra per la sua Toyota. Entrambi hanno però un problemino: non sanno dove s’acquista quel gratta e sosta necessario per occupare quell’area delimitata dalle strisce blu. Ma sono fortunati: un vigile gli spiega che quel ticket è venduto dagli ausiliari della sosta. Tutto bene quel che finisce bene? Assolutamente no: degli ausiliari della sosta non c’è traccia. Spariti, volatilizzati nel nulla alla vigilia di Ferragosto. Caccia al «gratta e sosta» da un euro e cinquanta che dura qualche decina di minuti prima dell’abbandono della ricerca per esaurimento delle forze.
Fotografia di un ostacolo per i turisti modello fly and drive, che affollano Milano. Assenza dei vice-ghisa che colpisce: eppure, fanno sapere da Atm, le pattuglie degli ausiliari non sono state dimezzate e, aggiungono, «i tagliandi sono acquistabili anche presso le emettitrici automatiche di biglietti ordinari situate in tutte le stazioni della rete metropolitana». Opzione senz’altro utile, peccato che non sia data dai tourist information milanesi. Unica possibilità per chi - turista o no - è a caccia dei «gratta e sosta» restano le tabaccherie o le edicole dove abitualmente sono venduti. Peccato che, guida di Milano d’agosto alla mano, in zona centro non ci sia traccia di una rivendita aperta alla vigilia del 15 agosto.
Risultato? Sotto i tergicristalli delle vetture in sosta spuntano le multe, quelle giustamente affibbiate dagli ausiliari della sosta a chi non esibisce il famigerato ticket. Sorge spontanea una domandina: ma qual è l’immagine che Milano offre soprattutto ai turisti impazziti (o quasi) per tentare di ritrovare un «gratta e sosta»? C’è chi, i comitati di quartiere, risponde che, forse, in agosto sarebbe stato meglio abolire il pagamento della sosta sulle strisce blu. Ipotesi di chi, un anno prima, protestava per quell’iniziativa dell’ex amministrazione comunale: forse, sarebbe più semplice reclamare una presenza visibile sul territorio dei vice-ghisa.