GRATTACIELI DI MILANO

Metti una giornata di sole, quando il cielo è terso, perfettamente pulito e senza nuvole, così limpido e chiaro che si vedono le Alpi. Metti che viene voglia di uscire da Milano per andare a godersi lo spettacolo, una bella spianata di campagna da cui guardare le montagne, ma non si può, perché quel giorno si è costretti in città. La cosa da fare è una sola: se non si possono aggirare i palazzi che impediscono la vista, l'unica soluzione è salirci sopra. E inventarsi di sana pianta un tour alternativo sui tetti, andando a scoprire le terrazze e i belvedere aperti al pubblico per rubarsi lo skyline dalla cima della città. I punti strategici, a pensarci, non sarebbero neanche pochi: ci sono le terrazze del Duomo, la torre Branca, la terrazza Martini, l'ultimo piano del Pirellone, il castello Sforzesco, persino la ruota delle giostre dell'Idroscalo potrebbe diventare un punto panoramico. Il massimo sarebbe poter salire sulla torre Velasca (ma agli ultimi piani ci sono solo uffici di dentisti e appartamenti) e per i più spericolati pure sull'antennone della Rai (ma ovviamente non si può).
«L'usanza di andare in alto non è cosa nuova per i milanesi - spiega Luca Ciaramidaro della Fabbrica del Duomo - sulle terrazze della Cattedrale, per esempio, agli inizi del novecento ci si saliva per farsi l'aperitivo. Oggi non è più possibile, ma l'afflusso di turisti è altissimo. Solo nel 2006 ci sono stati 540mila ingressi». Settanta metri di altezza (in ascensore costa 6 euro, con gli scalini 4,50), le terrazze sono una delle attrazioni principali della città anche perché, di fatto, sono l'unico belvedere all'aperto sulla groppa del monumento simbolo di Milano. Fino a fine agosto sarà possibile salirci fino alle nove di sera per godersi l'effetto del sole che colora il marmo di Candoglia. Ma basta allontanarsi di poche centinaia di metri per scoprire un punto d'altezza nuovo. Al Castello Sforzesco infatti c'è un gruppo che organizza tutte le domeniche dell'anno una visita guidata tra merlate e torrioni.
«Fino alla fine di settembre i giorni di visita sono stati estesi anche al martedì, mercoledì e giovedì, in quattro diversi appuntamenti il cui ultimo, per godersi il tramonto, è alle 19,30» spiegano dall'associazione Ad Artem. Da lì lo sky-line è più basso ma la vista è altrettanto piacevole: c'è l'affaccio sul parco Sempione e si vede anche il Duomo. L'altezza è di circa 60 metri, il costo a persona di 10 euro. Accessibile tutti giorni e anche la sera alle nove invece è la magnifica torre Branca, di fianco alla Triennale. Riaperta al pubblico nel 2002 dopo trent'anni di chiusura, oggi vanta 1400 ingressi al mese e costa solo 3 euro.
L'esperienza è intensa: un volo ascensionale di meno di un minuto, dentro un ascensore a vetrate, ti lancia a quota cento metri. E la vista è mozzafiato. «Quando il cielo è pulito - dice Vittorio, che accompagna turisti e milanesi in cima - si vedono le montagne, i laghi, si scorgono gli Appennini e persino la Certosa di Pavia. Ma la cosa più bella è vedere il Duomo illuminato nella notte: sembra una nave di luce in mezzo al mare. Indescrivibile».