Grave la depressione dopo il parto

Nuovi benefici all’organismo dagli acidi grassi omega-3. Sono straordinari gli effetti di queste sostanze anche sulla depressione e sulle aritmie. È nota da tempo la validità e l’efficacia di queste molecole essenziali sul sistema cardiovascolare nel ridurre la mortalità nel post-infarto (20%), la morte improvvisa (45%), i decessi in persone con insufficienza cardiaca (9 %) e con scompenso, ora si manifestano altre attività farmacologiche.
«Le donne in gravidanza - afferma Enrico Arcelli, professore associato del dipartimento di scienze dello sport, nutrizione e salute dell’università di Milano - dovrebbero mangiare almeno 340 grammi di pesce la settimana per ottenere concreti benefici. Gli omega-3 risultano non solo utili all’organismo che ne è carente, ma indispensabili per il benessere fisiologico e per la stessa sopravvivenza. Per questo - aggiunge Arcelli, studioso da anni dell’ alimentazione e delle necessità degli atleti - è necessario introdurli quando non sono in quantità sufficiente, chiaramente devono essere di qualità, concentrati e a purezza garantita».
Il Gruppo Italiano per lo studio della sopravvivenza dell’Infarto (GISSI) è da anni impegnato nell’analizzare i benefici degli omega-3 sulla salute del cuore. Una sperimentazione, condotta su circa 7mila persone con insufficienza cardiaca e presentata all’ultimo congresso europeo di cardiologia (Esc) di Barcellona, rivela che gli omega-3 fanno scendere del 17%le aritmie fatali. L’azione di protezione sul sistema cardiocircolatorio è ampia e positiva. In Europa ogni anno le persone che muoiono per patologie cardiovascolari sono oltre 4 milioni, il 48 per cento di tutti i decessi. «Le popolazioni che seguono una dieta ricca di pesce, la principale fonte di omega-3, sono protette da queste patologie». I grassi polinsaturi sono validi alleati per gli sportivi.
«Molti atleti oggi prendono abitualmente gli omega-3 perché queste sostanze hanno un notevole effetto antinfiammatorio. Nella pratica sportiva - aggiunge il professore - vi sono traumi che sono determinati da sovraccarico o da microtraumi ripetuti. Durante ogni seduta di allenamento la produzione di sostanze pro-infiammatorie, come l’interleuchina 6, aumentano ed espongono l’apparato muscolo-scheletrico al rischio di patologie come tendiniti, infiammazioni articolari, periostiti. In via preventiva, assumendo capsule di omega-3 si rischia molto meno di avere questi infortuni» .
Gli omega-3, agiscono anche sul profilo dello stato dell’umore, hanno infatti un’azione che favorisce il miglioramento del vigore. «Una sensazione quest’ultima importante nella pratica sportiva», precisa Arcelli, ricordando che questa azione è ben documentata da diversi studi. Anche durante la gravidanza e l’allattamento gli omega-3 dimostrano efficacia. Numerose ricerche scientifiche hanno evidenziato che l’assunzione di queste sostanze porta ad una riduzione del 31 per cento delle nascite premature prima della 34esima settimana e ad un calo delle gravidanze a rischio del 61 per cento. Altri lavori scientifici indicano invece come una carenza di omega-3, nella donna incinta, sia strettamente collegata alla depressione post partum, disturbo quest’ultimo che oggi coinvolge il 12 per cento delle donne italiane. Da parecchi anni, un ampio studio epidemiologico, ha rilevato che nei Paesi in cui si mangia più pesce, come in Giappone o nel nord Europa, si registra la percentuale di depressione post parto più bassa del mondo. Al contrario, il fenomeno è molto presente in Paesi come Germania e Francia in cui scarseggia la presenza del pesce nella dieta. I risvolti positivi degli omega-3 si riflettono anche sullo sviluppo del bambino. Un recente lavoro scientifico pubblicato sul Journal of nutrition, conferma che, quando una mamma durante la gravidanza e l’allattamento, assume tali grassi polinsaturi, il quoziente intellettivo del bambino è maggiore. Questo fino agli otto anni di età. Un altro studio indica invece come una supplementazione di omega-3 (alla mamma dalla 18 settimana di gravidanza fino a 3 mesi dopo il parto), sia in grado di migliorare il quoziente di intelligenza del figlio fino a 4 anni dalla nascita. A Roma il 5 e 6 marzo si terrà il secondo congresso internazionale «Science in nutrition», un evento scientifico che affronterà questi temi, oltre agli effetti dello stress cronico.