Il grave dolore dell’emicrania va aggredito con tempestività

Gianni Clerici

L'emicrania colpisce l’11,6% degli italiani, in misura nettamente maggiore il sesso femminile, con un rapporto nell'età adulta di 3 a 1. Si possono distinguere due tipi di emicrania: quella senza aura, più frequente, e quella con aura. Gli italiani vogliono un rapido sollievo dal dolore e vivere senza l'emicrania, ma non si curano. Questa contraddizione appare dallo studio Prompt (Patient Reaction and Opinion to Migraine Pain and Treatment - Reazione ed opinione del paziente sul dolore emicranico), condotto in sei nazioni europee su 1500 pazienti, di cui 250 italiani. La richiesta principale dei pazienti è comunque di un trattamento rapido ed efficace, che oggi la ricerca può offrire con la nuova formulazione di sumatriptan (il capostipite della classe dei triptani) a rapida disgregazione gastrica, unico dei triptani ad avere questa formulazione. Attraverso questo «stratagemma» farmacologico, peraltro non banale, il principio attivo in tre minuti si dissove, in cinque minuti entra nel circolo sanguigno ed in venti minuti assicura la remissione del disturbo nella maggioranza dei casi. Fondamentale è però, ancora una volta, l'assunzione precoce della terapia, quando la crisi ha inizio. In Italia, sempre secondo lo studio Prompt, il paziente emicranico si informa sulla propria malattia soprattutto attraverso il medico di medicina generale ma purtroppo arriva tardi alla diagnosi. In media la patologia viene correttamente riconosciuta dopo quasi due anni e mezzo dal primo attacco. Sono oltre il 90 per cento gli italiani che considerano la propria condizione di malati non rinosciuta da parenti e amici. L’emicrania è vissuta come una disgrazia ineluttabile, contro cui è difficile reagire, tanto che si assume un farmaco solo dopo 101 minuti dall'inizio della crisi. «È un grave errore, perché l'efficacia del trattamento acuto dell'emicrania dipende dalla precocità di assunzione», spiega Piero Barbanti, direttore della Unità cefalee e dolore del dipartimento di Scienze neurologiche del San Raffaele di Roma. L’attacco va affrontato subito.